Spagna: esplosione, telefonata Eta

Comunicazione alla societa’ assistenza stradale basca Dya

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23 ore
fa da ANSA

(ANSA) – MADRID, 30 OTT -La societa’ di assistenza stradale basca Dya ha ricevuto una telefonata ‘a nome dell’Eta’ che preavvertiva di una bomba in una universita’. La telefonata e’ giunta un’ora prima dell’esplosione dell’autobomba all’universita’ di Pamplona.La chiamata e’ arrivata alle 9:53 e a telefonare e’ stato un uomo che parlava in spagnolo. La telefonata alla Dya e’ uno dei modi usati tradizionalmente dall’Eta per avvertire dell’imminenza di un attentato.

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Spagna:esplode autobomba a Pamplona

Diciassette persone sono rimaste ferite, evacuata Medicina

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1 giorno
fa da ANSA

(ANSA) – MADRID, 30 OTT – Un’autobomba e’ esplosa nel parcheggio dell’universita’ di Navarra a Pamplona, nel nord della Spagna: 17 persone sono rimaste ferite. A seguito di una segnalazione anonima, secondo i giornali ‘El Mundo’ e ‘El Corero’, che avvertiva di un’altra bomba e’ stata evacuata la facolta’ di medicina. El Pais sottolinea come non vi siano state telefonate di avvertimento per l’esplosione dell’autobomba, come e’ abituale negli attentati del gruppo separatista basco Eta.

Spagna – Eta: quattro persone arrestate durante operazione di polizia

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3 giorni
fa da PEACE REPORTER

Quattro persone sono state arrestate dalla polizia spagnola con l’accusa di far parte dell’organizzazione indipendentista basca Eta. Gli arresti sono avvenuti nella città di Pamplona, nel nord del Paese e Valencia, nella zona meridionale. Secondo le informazioni che giungono dalla Spagna sembra che i quattro non fossero mai stati schedati prima dalla polizia. Da quando ha iniziato la battaglia per l’indipendenza dei Paesi Baschi l’Eta (inserito nella lista delle organizzazioni terroristiche sia dell’Ue che degli Usa) ha causato con i suoi attentati più di 800 vittime.

Spagna/ Canada consegna ad autorità Madrid sospetto membro Eta

Ivan Apaolaza Sancho sospettato di far parte commando ‘Barahuste’

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2 giorni
fa da APCOM

Madrid, 19 ott. (Apcom) – Le autorità canadesi hanno consegnato alla Spagna un sospetto membro dell’Eta, Ivan Apaolaza Sancho, ricercato dal 2002 dalla magistratura spagnola. Lo ha reso noto un comunicato del ministero degli Interni di Madrid.

Ivan Apaolaza Sancho "ha fatto parte", secondo il ministero, "del commando ‘Barahuste’" dell’organizzazione separatista basca, attivo a Madrid al termine di una tregua precedente del gruppo nel 1999.

Questo attivista basco di 36 anni è sospettato di avere partecipato a un attentato con un’autobomba che, nel gennaio 2000, costò la vita a un tenente colonnello dell’esercito spagnolo, Pedro Antonio Blanco Garcia. Era ricercato dall’alta istanza penale spagnola, l’Audiencia Nacional, per "terrorismo, ricettazione di armi e esplosivi e collaborazione con un gruppo armato". Ivan Apaolaza Sancho era stato arrestato in Québec nel giugno 2007 mentre era in situazione irregolare e con documenti di identità falsi. Un tribunale amministrativo dell’immigrazione canadese aveva ordinato nel maggio 2008 la sua espulsione verso la Spagna. L’Eta, inserita nella lista delle organizzazioni terroristiche dell’Unione europea e degli Stati Uniti, è ritenuta responsabile della morte di 824 persone in 40 anni di violenze per l’indipendenza dei Paesi baschi. L’organizzazione armata ha ripreso la sua campagna di attentati dalla rottura della sua ultima tregua, nel giugno 2007, uccidendo un totale di cinque persone: tre agenti della Guardia Civil, un soldato e un ex deputato socialista basco.

Spagna/ Guerra civile, Chiesa risponde: 498 martiri beatificati

Dopo che giudice Garzon fa riaprire fosse comuni franchismo

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44 min
fa da APCOM

Madrid, 17 ott. (Apcom) – La Chiesa spagnola risponde alla decisione del giudice Baltasar Garzon di avviare le ricerche delle vittime della dittatura franchista con l’annuncio di nuove beatificazioni di circa 500 "martiri" della "persecuzione religiosa" nelle Guerra Civile: lo ha annunciato il portavoce della Conferenza Episcopale spagnola, Antonio Martinez Camino; una decisione che arriva un anno dopo la beatificazione collettiva di 498 martiri, la più massiccia nella storia della Chiesa cattolica.

La Chiesa spagnola, che nel 1936 sostenne il golpe militare del generale Francisco Franco qualificandolo anzi di "crociata" – nonostante la repressione colpisse anche il clero basco – non ha mai chiesto ufficialmente perdono per il suo ruolo nel conflitto fratricida, che portò alla creazione di uno Stato basato – oltre che sul principio dell’autorità assoluta di Franco su tutte le "famiglie" del regime – sul "nazional-cattolicesimo".

D’altro canto, l’anticlericalismo popolare non nasceva certo con la Repubblica ma era eredità consolidata del XIX secolo e dell’alleanza ferrea fra Trono e Altare: allo scoppio del conflitto furono soprattutto gli anarchici – di gran lunga il movimento di sinistra più numeroso, ma al quale la sorte ultima della Repubblica importava assai poco – a colpire indiscriminatamente sacerdoti e religiosi, che pagarono in tal modo le decisioni della gerarchia; solo dopo un anno il governo repubblicano – che in alcune zone non sempre fece tutto il possibile per tenere a bada gli eccessi – riuscì a recuperare il pieno controllo del proprio territorio, trasferendo le milizie anarchiche al fronte e mettendo di fatto fine alle violenze.

Di contro, la repressione della dittatura durante e dopo la guerra fu un’operazione condotta con tutti i mezzi dello Stato: e mentre le vittime franchiste vennero ricordate con targhe all’interno delle chiese – "caduti por Dios y por Espana" – alle decine di migliaia di persone fucilate dai militari e dai falangisti rimase l’oblio delle fosse comuni; secondo i dati consegnati alla magistratura sarebbero oltre centomila i "desaparecidos" il cui simbolo è il poeta Federico Garcia Lorca.

La decisione dell’Audiencia Nacional di localizzare le fosse ed identificare le salme è stata accolta positivamente dalla sinistra, con assai più riserve dalla destra conservatrice che del franchismo è erede politica e che critica l’intenzione del governo e di parte della magistratura di procedere a una "vendetta storica" che non farebbe che rinverdire divisioni oramai sopite; inoltre, definire la repressione franchista "crimini contro l’umanità" contravverrebbe secondo i conservatori alla legge di amnistia votata all’indomani del ritorno della democrazia.

Sta di fatto che dopo la "Transicion" dalla dittatura alla democrazia per molti anni si è scelto di rispettare il cosiddetto "patto dell’oblio", con cui la questione dell’eredità del conflitto veniva messa a tacere in nome di una nuova convivenza: un silenzio (particolarmente gradito soprattutto a chi poteva essere ritenuto potenziale responsabile della repressione) che il governo di José Luis Rodriguez Zapatero, a settant’anni dalla fine della guerra e dopo tre decenni di democrazia, ha deciso di rompere approvando la Legge per la Memoria Storica. Il provvedimento prevede delle indennità simboliche per le vittime e la rimozione dei simboli della dittatura dagli edifici pubblici – ma non dalle chiese, considerate di interesse architettonico.

ETA. DETENIDOS DOS JÓVENES EN BUSCA Y CAPTURA POR KALE BORROKA CUANDO SE IBAN A ENTREGAR EN LA AUDIENCIA NACIONAL

SERVIMEDIA

MADRID, 10-OCT-2008

Agentes de la Guardia Civil detuvieron esta mañana en las inmediaciones de la Audiencia Nacional a Aritz Azkona y Mikel Jiménez, dos jóvenes de Navarra que se encontraban en busca y captura por su implicación en actos de "kale borroka" o violencia callejera.

Según informaron fuentes jurídicas, los dos jóvenes, relacionados con la operación que la Guardia Civil llevó a cabo en Navarra el pasado verano contra miembros de la ilegalizada Segi, fueron arrestados cuando se dirigían a la Audiencia Nacional para entregarse.

Tras su arresto, Azkona y Jiménez fueron trasladados a dependencias de la Guardia Civil. Fuentes de la Audiencia Nacional indicaron que los detenidos serán puestos a disposición del juez Fernando Grande-Marlaska, encargado de la causa, el próximo lunes.

Ayer mismo, Grande-Marlaska ordenó el ingreso en prisión de los cuatro jóvenes detenidos el pasado lunes en Navarra en la última operación contra la "kale borroka". El magistrado les imputó los delitos de pertenencia a Segi, estragos y daños terroristas.

Interior reforzará la seguridad por el 12 de octubre

ATENTADOS DE ETA

EFE http://www.antena3noticias.com

Madrid, 08.10.2008 | 12:30 h.

Las fuerzas de seguridad han intensificado en los últimos días sus medidas de seguridad y de control tras los últimos atentados de ETA.

Sin embargo, éstas se van a reforzar para evitar nuevas acciones de la organización terrorista a lo largo de esta semana, cuando se celebra el Día de la Fiesta Nacional.

Así lo ha anunciado Antonio Camacho en el Congreso de los Diputados, antes de comparecer ante la Comisión de Interior donde está explicando las líneas generales del presupuesto de su departamento para el próximo año; unas cuentas que, según ha dicho, están "ajustadas al actual momento", pero que son "más que son suficientes" para garantizar la seguridad del Estado.

Al ser preguntado sobre si se va a reforzar la seguridad con motivo del Día de la Fiesta Nacional, el número dos de Interior ha recordado que ETA, en las últimas semanas, ha cometido atentados y se ha mostrado convencido de que "su intención es seguir cometiéndolos".

Por ese motivo, la Policía y la Guardia Civil, en coordinación con los cuerpos policiales franceses, ha intensificado en los últimos días sus medidas de seguridad y control en el territorio nacional, en los núcleos urbanos y en la zona fronteriza con Francia.

Pero además, estas medidas que se han venido adoptando en los últimos días, según ha explicado, se van a reforzar a lo largo de esta semana y se van a mantener "hasta nueva orden".

"De lo que se trata es evitar y prevenir la comisión de atentados y garantizar la seguridad de nuestros ciudadanos, a los que hay que trasladar que la Policía y la Guardia Civil trabajan coordinadamente y las veinticuatro horas para garantizar su seguridad", ha concluido Camacho al referirse a esta cuestión.