CORTEO NAZIONALE – MILANO – Sabato 20 febbraio 2010

La rete Euskal Herriaren Lagunak / Amici e amiche del Paese Basco
lancia un appello per il
CORTEO NAZIONALE – MILANO – Sabato 20 febbraio 2010
TANTI POPOLI UN’UNICA LOTTA
per la libertà, l’indipendenza e l’autodeterminazione dei popoli

Sabato 20 febbraio 2010, a conclusione della settimana internazionale di solidarietà con il popolo basco, la rete nazionale Euskal Herriaren Lagunak – amici e amiche del Paese Basco, insieme alla Comunità Curda della Lombardia, alla Comunità Palestinese di Milano e all’Associazione Nuova Colombia, lancia un appello a tutti i movimenti, gruppi, singoli e realtà dell’autorganizzazione per indire un corteo nazionale a Milano per il diritto all’autodeterminazione dei popoli che avrà come parola d’ordine "Tanti popoli un’unica lotta".
In un momento di forte crisi economica, politica e sociale cui gli Stati imperialisti rispondono internamente con la repressione e fuori dai propri confini con la guerra, crediamo sia fondamentale rafforzare la solidarietà e i rapporti tra i popoli in lotta che combattono per rivendicare i propri diritti, tra studenti e lavoratori che anche all’interno della cosiddetta "Fortezza Europa" si organizzano per promuovere un modello di società anticapitalista.

In piazza il 20 febbraio sfileremo insieme alle bandiere dei popoli del mondo in lotta per la propria libertà e indipendenza:
le bandiere del popolo basco, che da anni subisce, come in un laboratorio di sperimentazione, la “guerra sporca” con la sparizione e l’omicidio di numerosi militanti, oltre ad arresti preventivi, violenti attacchi ai cortei, deportazione in carceri a migliaia di km da casa, messa fuorilegge di partiti della sinistra, organizzazioni sociali, giovanili, organismi a difesa dei lavoratori e chiusura di organi di informazione.
le bandiere del popolo kurdo al quale viene tolta, con l’illegalizzazione di ogni struttura politica, la possibilità di una presenza politica organizzata sul territorio. Il popolo kurdo rivendicherà, inoltre, con forza, la libertà per il proprio leader storico Ocalan, da più di 10 anni detenuto dell’isola-prigione di İmralı.
le bandiere dei diversi popoli del Sudamerica che hanno aperto una strada di rilevanza epocale con la rivendicazione di un nuovo cammino bolivariano che imponga indipendenza e libertà all’ingombrante e oppressiva presenza del gigante imperialista statunitense e dei suoi governi fantoccio
le bandiere del popolo palestinese che, ad un anno dal genocidio sionista di Gaza, saranno il segno di chi non si piega all’oppressione sionista e che resisterà e resiste, pagando prezzi altissimi in sangue e vite umane.

Arriveremo da Euskal Herria, Italia, Irlanda, Francia, Germania, Catalunya, Sardigna, Corsica, Kurdistan, Palestina, Venezuela, Colombia, Nicaragua, Cuba e da tutti i numerosi popoli in lotta. Saremo come un vento caldo che indicherà il cammino della globalizzazione delle lotte dove i potenti stanno globalizzando la miseria.
La solidarietà è un’ arma.

CORTEO NAZIONALE

TANTI POPOLI UN’UNICA LOTTA
per la libertà, l’indipendenza e l’autodeterminazione dei popoli

MILANO – Sabato 20 febbraio 2010

Promuovono:
Euskal Herriarren Lagunak / Amici e amiche del Paese Basco di Milano, Roma, Torino, Firenze, Bologna, Friuli, Livorno, Valdarno
Comunità Curda Lombardia
Comunità Palestinese di Milano
Associazione Nuova Colombia

Aderiscono:
CSA Vittoria (MI)
CSA Baraonda – Segrate (MI)
CPA Firenze Sud
Coordinamento Bolivariano
Rete Milanese Boicotta Israele
Partito Comunista dei Lavoratori (PCL) di Milano
CSOA Transiti 28 (MI)
Network Antagonista Torinese – Csoa Askatasuna, Csa Murazzi, Collettivo Universitario Autonomo, Kollettivo Studenti Autorganizzati

info e adesioni: eh-lagunak@gnumerica.org (EHL Milano)
http://www.ehlitalia.com

EHLINFO – Informazione sul Paese Basco e sulle attività di solidarietà con Euskal Herria, dai comitati di solidarietà “Euskal Herriaren Lagunak / Amici e Amiche del Paese Basco”.
Per contattarci, inviarci materiali, e per qualsiasi altra questione, scrivi all’EHL più vicino:
Torino: ehl.torino@gmail.com
Milano: eh-lagunak@gnumerica.org
Friuli: comitato_friul.euskalherria@yahoo.it
Bologna: ehl.bologna@gmail.com
Firenze: ehlfirenze@autistici.org
Livorno: ehllivorno@autistici.org
Valdarno: ehl.valdarno@gmail.com
Roma: ehlagunakroma@libero.it

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Spagna / Polizia basca infligge nuovo colpo a Eta, 5 arresti

Tutti incensurati, membri di un gruppo "legale" organizzazione

postato
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7 ore
fa da APCOM

Roma, 26 gen. (Apcom) – La polizia basca ha inflitto un duro colpo all’Eta con un’operazione, stamane all’alba, che ha portato all’arresto di cinque persone a Ondarroa (Vizcaya) e a Mutriku e Deba (Guipuzcoa), nei Paesi Baschi. Lo scrivono i quotidiani spagnoli nelle loro edizioni online. Le persone arrestate sarebbero tutti incensurati ma si ritiene che alcuni di loro appartengano al commando responsabile dell’assassinio dell’agente Luis Conde nel 2008 a Santona; altri avrebbero messo a segno tre attentati consecutivi nel settembre 2008.

Clamoroso a Bilbao, l’autarchia batte i Galacticos

di Marco Zucchetti
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Meglio non scomodare Davide e Golia, per una volta. Mentre il San Mames di Bilbao esulta per l’1-0 con cui l’Athletic ha battuto il Real Madrid, ci si accorge che il luogo comune biblico buono per ogni sconfitta del club più vincente d’Europa, stavolta non funziona. Perché questo Real Madrid di gigante ha solo il budget e il palmares, e soprattutto perché l’Athletic Bilbao che sabato ha compiuto il «galacticidio» non ha proprio niente del mite pastorello.

Questa storia, più della Bibbia, potrebbe tirare in ballo i poemi omerici. La sfida tra i baschi indipendentisti e la squadra «reale» simbolo del centralismo spagnolo, è infinita. Da una parte l’eleganza/arroganza dei primi della classe, dei più forti e dei più ricchi. Dall’altra l’orgoglio di chi è arrivato prima (l’Athletic nasce nel 1898, il Real nel 1902) e si sente storia a prescindere dai risultati; il carisma di chi è stato obbligato dal franchismo ad abbandonare la propria, inimitabile lingua (l’euskera, unico idioma non indoeuropeo del continente, vietato per legge dal Caudillo) e che in virtù di queste imposizioni ha visto pure cambiato il nome inglese della squadra da Athletic ad Atlético.
E chi di autarchia è stato ferito, con l’autarchia reagisce. E di autarchia condisce ogni sfida, per impari che sia. Perché l’Athletic – per statuto societario – può tesserare solamente giocatori nati o cresciuti in Euskal Herria (il Paese basco) o figli di baschi. Un bacino di poco più di tre milioni di persone, di sei province limitrofe: come se la Roma non potesse pescare più lontano di Frascati. Nella rosa attuale, ad esempio, il solo Amorebieta è nato in Venezuela da genitori baschi. E pazienza se nel calcio globale può sembrare anacronistico e masochistico. I soci hanno deciso così, i tifosi sono d’accordo, il valore «nazionale» vale più di un «titulo» e chi parla di razzismo prima guardi in Primavera, dove gioca il Balotelli di Biscaglia, Ramalho. Dall’altra parte, invece, c’è una multinazionale del pallone, con 15 stranieri in rosa: Olanda, Brasile, Mali, Polonia. Solo cinque sono nati a Madrid: il capitano Raul, Guti, un paio di riserve e il portiere Casillas.
Sono opposti in tutto, Athletic e Real. Dal tifo organizzato, con gli «Ultras Sur» madrileni di estrema destra e gli «Herri Norte Taldea» bilbaini di simpatie radicali e antifasciste, al retroterra storico (il Real squadra di Franco, mentre la sinistra «abertzale» basca affonda da sempre le radici nella squadra: il padre del terzino Koikili è stato perfino detenuto). Al Bernabeu giocano i Palloni d’Oro e si fischia se non si vince la Liga per la 32esima volta; alla Catedral scende in campo una formazione che sfoggia più “r” e “x” negli impronunciabili cognomi che talento nei piedi, ma c’è il tutto esaurito se si evita la retrocessione. In una cosa sono uguali: mai state in Segunda division.
Dittature, Eta, regionalismi, aristocrazia: tutto si mescola tra due squadre grandi per motivi diversi. Anche sul piano economico, perché il calcio di oggi è finanza, cataste di euro e sponsor. Quello che per un secolo è stato bandito dalle casacche «pure» dei Leones baschi e che solo l’anno scorso, per esigenze di bilancio, è stato accettato. Il Real di Florentino Perez questi problemi non li ha: in estate – tra Kakà, Cristiano Ronaldo, Albiol, e Xabi Alonso (basco di San Sebastian) – ha speso qualcosa come 259 milioni di euro, imbarazzando anche uno come Michel Platini, che il proletariato non sa manco in che ruolo giochi. L’Athletic Bilbao, invece, ha speso 2,3 milioni per accaparrarsi gente del calibro di De Marcos, De Cerio, Xabi Castillo e San José. Ragazzini cresciuti nel verdissimo giardinetto di casa dei Paesi baschi.
Per fortuna, alla fine, i Galacticos non calciano gli zeri dei conti in banca, non dribblano le Champions League conquistate e non marcano a uomo le fideiussioni. Calciano palloni rotondi, dribblano altri giocatori e marcano gli attaccanti. Quelli che – come Llorente sabato – ogni tanto scappano e segnano. Per ricordare a tutti che l’urocalcio si può anche risolvere con un golletto su calcio d’angolo e 88 minuti di catenaccio, parate miracolose di un tale chiamato Gorka e gioco «all’unisono con il battito del cuore del pubblico», come scrive la stampa basca.
Per ricordare che nell’asilo di casa si impara a giocare come a Rio, a Manchester o a Lione. E che – come dice il tecnico del Bilbao Caparros – «quieremos hombres, non nombres». Servono uomini, non nomi.

http://www.ilgiornale.it/sport/clamoroso_bilbao_lautarchia_batte_galacticos/18-01-2010/articolo-id=414681-page=0-comments=1

L'Eta fa sua l'iniziativa di pace della sinistra basca

17/01/2010

Orsola Casagrande
“Il processo democratico non è la migliore opzione, bensì l’unica. Dobbiamo comprendere che la sua principale garanzia è il nostro popolo. Perché solo con la forza e la spinta del nostro popolo si potrà aprire, costruire e portare fino in fondo questo processo. […] Il processo democratico sarà il centro della lotta che la sinistra indipendentista dovrà sviluppare in futuro”. E’ con queste parole che l’Eta (l’organizzazione armata indipendentista basca) è entrata nel dibattito politico in corso in questi mesi nei Paesi Baschi.  Un comunicato pubblicato in euskera, la lingua basca, sul quotidiano Gara. Un comunicato nel quale Eta fa sua l’iniziativa della sinistra indipendentista basca. Che nonostante la repressione, gli arresti, l’illegalizzazione di ogni sua singola struttura (giovanile, culturale, partitica) ha continuato a lavorare per una soluzione democratica e pacifica del conflitto basco-spagnolo. La sinistra indipendentista (izquierda abertzale) ha presentato il suo documento, “un primo passo nella costruzione di un processo democratico” a Venezia (nella conferenza di pace promossa dall’amministrazione comunale della città) e nei Paesi Baschi il 14 novembre scorso. 
In quella occasione avrebbe dovuto partecipare al dibattito anche Arnaldo Otegi, sostituito dalla sua avvocata, Jone Goirizelaia. Otegi infatti è stato arrestato poche settimane prima della conferenza. Nel documento di novembre la sinistra sosteneva tra le altre cose “che lo strumento fondamentale per la nuova fase politica è il processo democratico e la sua messa in moto, una decisione unilaterale della sinistra abertzale. Per il suo sviluppo si cercheranno accordi bilaterali o multilaterali; con gli attori politici baschi, con la comunità internazionale e con gli stati per il superamento del conflitto. In definitiva il processo democratico è la scommessa strategica della sinistra abertzale per ottenere il cambiamento politico e sociale”. Eta nel suo comunicato fa sua l’iniziativa della sinistra indipendentista che definisce “il motore della lotta di questo popolo”. Eta aggiunge che “la sinistra ha parlato e noi facciamo nostre le sue parole”.Eta non fa dichiarazioni di cessate il fuoco. I tempi non sono maturi, ma soprattutto, sottolinea l’organizzazione “una tregua di Eta non ha come conseguenza l’avvio di un processo democratico”. Perché per mettere in moto un processo democratico c’è bisogno anche “della collaborazione dello stato spagnolo”. Parole queste che ricordano molto quelle dell’Ira, l’esercito repubblicano irlandese, quando sottolineava nella sua dichiarazione di cessate il fuoco permanente unilaterale, il 31 agosto del 1994, che quella tregua nasceva dalla volontà di creare condizioni favorevoli a un dialogo. Ma per arrivare a quella decisione, anche il governo inglese (con quello irlandese) aveva dovuto compiere dei passi, dare dei segnali di disponibilità. Segnali che in questo momento nei Paesi Baschi non ci sono. Il governo spagnolo di Zapatero non ha praticamente risposto alla proposta di novembre, presentata dalla sinistra indipendentista. Lo ha fatto il suo ministro degli interni, Alfredo Rubalcaba, dando voce a luttuosi presagi secondo cui Eta stava preparando un sequesto o un grosso attentato. Il gioco delle parti comunque nei conflitti è una delle componenti. Oggi i giornali spagnoli preferiscono impostare i loro articoli sottolineando la frase del comunicato in cui Eta dice che una tregua non equivale all’avvio di un processo democratico, per ribadire che l’organizzazione indipendentista basca non ha alcuna intenzione di deporre le armi. <ma è stato così anche in Irlanda del Nord. Per mesi si è discusso sulla parola ‘permanente’ utilizzata nel comunicato di tregua dell’Ira. Permanente, dicevano elementi dentro il governo inglese di Tony Blair e soprattutto i conservatori, non significa ‘definitivo’, cioè resa incondizionata, cioè consegna delle armi.

http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2010/mese/01/articolo/2178/

Eta, un missile per uccidere Aznar

Dichiarazioni membro gruppo armato arrestato a gennaio
 postato
document.write( strelapsed(‘2010-01-12T14:19:00Z’) );
1 giorno
fa da ANSA

(ANSA) – MADRID, 12 DIC – L’Eta nel 2001 voleva compiere un attentato contro l’allora premier conservatore spagnolo Jose’ Maria Aznar usando un missile. E’ quanto riferisce la stampa locale citando dichiarazioni rese agli inquirenti da un membro del gruppo armato basco Pedro Maria Olano, 49 anni, arrestato l’8 gennaio. L’uomo, secondo la radio Cadena Ser, ha detto che l’Eta considero’ in tre occasioni di colpire l’aereo dell’allora capo del governo di Madrid durante visite nei Paesi Baschi.

ETA: quattro presunti terroristi baschi arrestati in due operazioni

ETA: quattro presunti terroristi baschi arrestati in due operazioni


10/01/10 12:34 CET

L’articolo richiesto è stato ritirato dall’archivio, la versione video non è più disponibile

Una nottata pesante per l’ETA: il gruppo terrorista basco ha subito l’arresto di quattro persone e il sequestro di un furgone carico di esplosivi.
Un uomo e una donna sono stati arrestati presso la frontiera tra Spagna e Portogallo; un’altra coppia in Francia.

Il furgone carico di esplosivi, immatricolato in Francia, è stato bloccato a Bermillo de Sayago, presso Zamora, in Spagna. Non è chiaro se si trattasse di un trasporto degli esplosivi o di un attentato in fase di preparazione. I due conducenti sono fuggiti a bordo dell’auto della polizia, hanno attraversato la frontiera e sono stati poi arrestati dalla polizia portoghese a Torre de Moncorvo.

L’arresto dei due e il sequestro del furgone, in seguito a un controllo stradale di routine, ha avuto luogo poche ore dopo il fermo di un’altra coppia di presunti membri dell’ETA.

Questa volta in Francia, in una zona montuosa nei pressi di Clermont Ferrand. Si è trattato di un’operazione congiunta delle polizie francese e spagnola, che sorvegliavano un presunto arsenale dell’ETA in zona e hanno intercettato i due latitanti, Iñaki Iribarren Galbetep e Eider Uruburu Zabaleta, a quanto pare personaggi di rilievo nel gruppo terrorista basco.

Copyright © 2010 euronews

http://it.euronews.net/2010/01/10/eta-quattro-presunti-terroristi-baschi-arrestati-in-due-operazioni/