Paese Basco: torturarono prigionieri baschi, condannati 4 poliziotti spagnoli

(31 Dicembre 2010)

Giunge al termine il processo, iniziato lo scorso 25 ottobre, nel quale furono processati 15 Guardias Civiles con accuse di torture nei confronti di due prigionieri politici baschi, Martin Sarasola e Igor Portu. I due, detenuti nel 2008, denunciarono infatti numerose torture subite dal momento della loro detenzione, fino alla fine dei primi cinque giorni di isolamento. 
L'Audiencia Provinciale di Gipuzkoa, ha emesso la sentenza con la quale vengono condannati quattro dei quindici Guardia Civiles processati sulla base delle numerose prove di tortura che i due prigionieri subirono. In particolar modo, la sentenza – che considera veritiere le dichiarazioni realizzate da Portu e Sarasola – ha condannato il sergente del Gruppo di Azione Rapida (GAR) Juan Jesus Casas Garcia, a capo dell'operazione di detenzione, a quattro anni di prigione per un delitto di torture gravi, ad altri sei mesi come autore di un delitto di lesioni, e a otto anni di inabilitazione assoluta. 
Condannati anche il capo del GAR, José Manuel Escamilla Martín, un agente dello stessa unità operativa, e un Guardia Civil. Per loro le condanne si aggirano intorno ai due anni e sei mesi di prigione, confermando la loro colpevolezza nei delitti di torture gravi e lesioni. Il tribunale inoltre impone ai due agenti di più alto grado, un risarcimento di 18.000 euro a Portu per il danno fisico e psichico, mentre i due agenti e il sergente dovranno versare 6.000 euro di indennizzo nei confronti di Sarasola. 
La sentenza ha ratificato che i primi colpi, accompagnati da insulti, sono stati inferti ai due detenuti subito dopo il loro arresto, all'interno della macchina che li trasportava. Imboccata una strada sterrata, e isolati da qualsiasi centro cittadino e trafficato, in mezzo a monti e foreste, avvennero le prime torture. Sarasola fu tirato giù dalla macchina e minacciato ripetutamente con una pistola alla tempia, oltre a ricevere diversi pugni e calci in tutto il corpo. L'ordinanza afferma inoltre che Portu, il quale si trovava in un altra macchina, e i Guardia Civiles che erano con lui, videro come Sarasola fu condotto giù per il monte, e che sentirono un rumore molto forte che “per le sue caratteristiche, poterono associare a uno sparo”. 

Dopo aver riportato Sarasola al veicolo, la stessa cosa, con le stesse dinamiche toccò a Portu: oltre ad essere picchiato ripetutamente, gli misero più volte la testa in acqua, mentre gli domandavano se era dell'ETA. Nei momenti che seguirono, non ci fu nessuna riserva per i Guardia Civiles nel dire chiaramente che quelli erano solo “i primi cinque minuti e che avevano cinque giorni per fare di lui quello che volevano”. Cinque sono il massimo dei giorni durante i quali, i prigionieri e le prigioniere politiche basche possono restare in isolamento, secondo la normativa spagnola vigente. 
Igor Portu non ha avuto modo di resistere alle torture subite fino alla fine dei cinque giorni. Ore dopo, infatti fu ricoverato in ospedale in terapia intensiva, nel quale rimase per i 27 giorni successivi.

Infoaut

La magistratura spagnola decide di vietare una grande manifestazione a Bilbao

postato 3 ore fa da PEACE REPORTER

Il giudice Ismael Moreno dà ordine a polizia, guardia civil e polizia basca di fermare la manifestazione – La magistratura spagnola ha proibito la grande manifestazione di Bilbao prevista per sabato prossimo. L’appuntamento è particolarmente atteso nei Paesi baschi dopo la dichiarazione di cessate il fuoco da parte di Eta, diffuso domenica scorsa da Bbc e dal quotidiano basco Gara. La manifestazione è stata convocata sotto il titoloo: per il rispetto dei diritti politici e sociali. Questo, per la magisgratura, suona come eversivo:la richiesta di proibire la manifestazione viene direttamente dall’ufficio del pubblico ministero. Il giudice Ismael Moreno ha aderito alla richiesta motivando il divieto affermando che esistono ‘indizi fondati’ che la manifestazione possa ‘ appoggiare la strategia e giustificare le azioni dell’organizzazione armata Eta’. Il giudice ha ordinato al Dipartimento degli Interni basco e alla polizia spagnola, così come alla guardia civil, di usare tutti i mezzi a disposizione per impedire che si svolga il corteo e di procedere contro quanti si opporranno al divieto. L’iniziativa popolare aveva convocato il concentramento alle 17.00 di sabato. Fra i firmatari e le adesioni spiccano quelle di diverse formazioni politiche legali e illegali e quella dei maggiori sindacati naschi, una vera e propria forza di massa nella società basca.

Paesi Baschi, troppi poliziotti anti-terroristi, mancano gli agenti in città

La denuncia del quotidiano indipendentista «Gara»: 355 esuberi tra i poliziotti con compiti antiterroristi, mentre per la sicurezza civile c’è un «buco» di 584 agenti. Polemica sul nuovo corpo dedicato a impedire manifestazioni pro-Eta durante le feste estive in Euskadi

DENUNCIA. È la classica coperta troppo corta. Che attualmente nei Paesi Baschi sembra stia lasciando senza protezione parte della popolazione. Già, perché la polizia locale, la Ertzaintza, è complessivamente in deficit di 584 agenti. Una carenza di organico che – secondo il quotidiano indipendentista Gara – è direttamente dovuta alla strategia dei vertici della polizia regionale: aumentare le forze per la lotta a Eta e ai movimenti separatisti anche a costo di privare le città dei necessari agenti.
L’ULTIMA GOCCIA. La denuncia, mossa dagli ambienti più critici nei confronti dell’autorità centrale di Madrid, ha preso il la dopo la costituzione della cosiddetta «Brigada de refuerzo», un corpo speciale di circa 40 agenti chiamati a «mantenere l’ordine» durante le tante feste estive nei Paesi Baschi. Un corpo che – sempre secondo la sinistra abertzale – è stato costituito soprattutto per impedire manifestazioni pro-amnistia, il volantinaggio, l’esibizione delle foto dei prigionieri politici, ecc. Un corpo di polizia di cui comunque in molti non sentivano la mancanza.
SQUILIBRIO. Ecco dunque che il quotidiano donostiarro Gara ha fatto i conti in tasca – pardon, in commissariato – alla Ertzaintza. Scoprendo che i numeri parlano chiaro. A fronte di 8mila agenti, la polizia ne conta solamente 7.683, ma un’analisi più attenta dimostra come all’interno ci sia un’ulteriore ragione di squilibrio. Già, perché la divisione antiterrorista, potenziata dal ministero degli Interni, conta più agenti del previsto. Tra servizi informativi, di intercettazione e di investigazione, ci sono 355 agenti in esubero. Mentre per quanto riguarda la sicurezza civile esiste un «buco» di 584 agenti. La critica, insomma, è semplice: per colpire in maniera sempre più decisa i fiancheggiatori di Eta e della sinistra indipendentista, si «dimenticano» i cittadini. La replica dei vertici della polizia e del ministro basco degli Interni Rodolfo Ares non si è fatta attendere e dal governo di Vitoria-Gasteiz è giunta la rassicurazione di un prossimo rafforzamento delle fila della Ertzaintza: nei prossimi due anni dovrebbero venire arruolati altri 400 agenti a colmare le lacune.

http://www.ilgiornale.it/esteri/paesi_baschi_troppi_poliziotti_anti-terroristi_mancano_agenti_citta/europa-attualit-paesi_baschi_ertzaintza_eta_euskadi/14-07-2010/articolo-id=460863-page=0-comments=1

Riemerge l’ombra dell’Eta in Spagna

Esteri – 29 Dicembre 2009 – 11:30
Il governo teme possibili "sequestri spettacolari" da parte del gruppo indipendentista, durante la presidenza europea spagnola

di Junio Romano Gulinelli – Ieri il ministro degli Interni Alfredo Pérez Rubalcaba (foto) ha messo in guardia la Spagna annunciando che l’Eta sta programmando un sequestro per rilanciare la notorietà, in questao momento in calo, dell’organizzazione indipendentista. Il ministro degli interni, evitando di dare dettagli troppo specifici, ha indicato come possibili obiettivi della banda “settori significativi dal punto di vista sociale”. Non sono state annunciate ne date ne dettagli aggiuntivi su possibili scenari della temuta operazione terroristica. Sembra però che il governo abbia comunque allertato di questa possibilità le persone minacciate, affinchè nessuno abbassi la guardia in questa situazione di calma apparente, e che abbia già preso le misure di sicurezza necessarie per garantire la loro protezione. Il ministro ha lanciato l’allarme durante la sua visita a Erandio, località della Biscaglia (Paesi Baschi), dove ha analizzato la situazione dell’Eta insieme al consigliere basco per gli interni, Rodolfo Ares. I sospetti sono fondati e provengono soprattutto dall’analisi della situazione di “debilitazione operativa” che sta attraversando in questo momento il gruppo indipendentista dovuta alla pressione politica, giudiziaria e internazionale nonché al suo isolamento sociale e ad una divisione interna sempre più evidente. Si tratta di una fragilità, secondo Rubalcaba, che ha bisogno di essere smentita attraverso un “attentato spettacolare”. Contro il solito massacro delle esplosioni, la possibilità di sequestrare uno o più ostaggi emergerebbe con più forza. La Spagna si sta accingendo ai suoi primi sei mesi di presidenza europea nel 2010 e, come ha ricordato il ministro degli interni, l’Eta ha sempre avuto l’interesse di emergere nel panorama internazionale. Un sequestro appare come la formula più adeguata per entrare prepotentemente nell’agenda pubblica senza spargere sangue che comprometterebbe sicuramente il delicato processo di riflessione interna che sta affrontando in questo momento la sinistra nazionalista sul tema dell’appoggio all’uso della violenza. Nell’ambito di questo contesto di allarme è stato anche evidenziato l’accordo di collaborazione firmato ieri dal governo centrale spagnolo con quello basco per facilitare il coordinamento tra il Corpo Nazionale di Polizia la Ertzaintza (forza di polizia dipendente dal dipartimento degli interni del governo basco) e la Guardia Civile in materia di antiterrorismo. Questa iniziativa prevede che queste tre diverse forze di sicurezza condividano dati, strategie e informazioni sulle operazioni in corso contro l’Eta. Rubalcaba ha poi aggiunto che il rischio che l’Eta seguiti ad uccidere esiste comunque e che “un’ Eta debole può essere molto più pericolosa e imprevedibile di un’Eta forte”.

http://www.essenzialeonline.it/esteri/Riemerge-l-ombra-dell-Eta-in-Spagna_12542.html

Spagna/ Juan Carlos sfida l'Eta: a Maiorca 2 giorni dopo attentato

Il re ha detto di sentirsi "felice e al sicuro"

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4 giorni
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In vacanza a Maiorca due giorni dopo l’attentato dell’Eta che ha ucciso due persone: il re spagnolo Juan Carlos e la moglie Sofia sono arrivati ieri nella loro residenza estiva sull’isola, sfidando l’organizzazione separatista basca. Il re ha detto infatti di sentirsi "felice e al sicuro" e ha incitato a continuare negli sforzi per sconfiggere l’Eta. Dobbiamo batterci per fermarli", ha dichiarato ai giornalisti ieri sera appena arrivato all’aeroporto. La coppia reale si è poi subito diretta verso al residenza che si trova vicino a Palma, capoluogo dell’isola. Giovedì due poliziotti sono stati uccisi da una bomba piazzata sul loro veicolo davanti alla caserma di Palmanova, località balneare nei pressi di Palma.

Spagna/ Attentato Maiorca, 1.600 agenti per ricerca responsabili

In corso "Operazione Gabbia"

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5 giorni
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Oltre 1.600 poliziotti spagnoli sono impegnati nella "Operazione Gabbia", la ricerca dei terroristi dell’Eta responsabili dell’attentato costato la vita giovedì scorso a due agenti della Guardia Civil di Palmanova, sul’isola di Maiorca. Sebbene la polizia sia convinta che i terroristi si trovino ancora sull’isola, l’ordigno utilizzati nell’attentato e una seconda bomba scoperta poco dopo erano muniti di timer: se collocati la notte precedente potrebbe esserci stato tempo per gli "etarras" di fuggire. La Guardia Civil gestisce di fatto al momento gli arrivi e le partenze, tanto aree che navali, controllando tutte le liste di passeggeri; ancora in funzione i posti di blocco disseminati per tutta l’isola; secondo la stampa spagnola la polizia avrebbe identificato due dei possibili sospetti. Il Ministero degli Interni ha intanto diffuso ieri le foto di sei "etarras" ritenuti coinvolti nell’attentato di Palmanova e in quello avvenuto mercoledì notte a Burgos, sempre contro la Guardia Civil e nel quale erano riamste feritre uan cinquanitna di persone: si tratta di Itziar Moreno Martinez, Iratxe Yanez Ortiz de Barron, Alberto Machain Beraza, Oroitz Gurrutxaga Gogorza, Joanes Larretxea Mendiola e Ivan Saez de Jauregui Ortigosa. L’unico a comparire precedentemente nella lista dei ricercati era Gurrutxaga, processato lo scorso febbraio per atti di vandalismo e appartenenza a gruppo terroristico, e da allora latitante. Sebbene manchi ancora una rivendicazione si tratterebbe dunque del primo attacco mortale dell’Eta nell’arcipelago delle Baleari: proprio il 30 luglio del 1991 il gruppo terroristico basco compì due attentati dinamitardi a Maiorca, causando due feriti; gli attentati sono avvenuti inoltre alla vigilia del cinquantenario della fondazione dell’Eta, nata il 31 luglio del 1959. Neigiorni scorsi le forze di sicurezza avevano parlato di tre auto-bomba che l’Eta sarebbe riuscita a far entrare dalla Francia: poco dopo l’attentato gli artificieri hanno ritrovato e disinnescato ieri un secondo ordigno collocato sotto un veicolo della Guardia Civil, una "bomba-lapa" analoga a quella che ha causato la morte dei due agenti. La località di Palmanova è un centro turistico costiero che si trova a una decina di chilometri da Marivent, una delle residenze estive della famiglia reale spagnola che vi trascorre abitualmente le vacanze e che dovrebbe giungervi domani; l’attentato è avvenuto nel momento in cui erano in corso i sopralluoghi delle forze dell’ordine per garantire la sicurezza dei monarchi.