Chiapas: svelato il volto del Sub-Comandante Marcos

Subcomandante Marcos dell'esercito zapatista di liberazione nazionale

Chiapas (Messico) – Svelato il volto del subcomandante Marcos (il cui vero nome identificato dalle autorita’ messicane sembrerebbe essere Rafael Sebastián Guillén Vicente, un ex docente universitario di 52 anni).

Un disertore zapatista ha rivelato l’attuale struttura dell’ EZLN (Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale), le presunte fonti di finanziamento, numerosi numeri di cellulari e alcune immagini dei movimenti del Subcomandante Marcos che appare senza il suo classico cappuccio.

In un ampio documento inviato alla rivista Reforma (il sito del quotidiano si puo’ leggere previa registrazione) il disertore dichiara che “italiani e baschi hanno versato 150.000 Euro ai Consigli Autonomi“, e ancora “esistono alcuni voci che dicono che nei giorni passati ci furono due donazioni, una da 750.000 Euro e l’altra da 350.000 Euro, al Consiglio del Buon Governo La Garrucha, dove è stabilito il campo militare più importante dell’ Esercito Zapatista” afferma l’informatore, che dice di aver raggiunto una posizione di alto rango all’interno della struttura militare. Assicura inoltre che ci sono legami stretti tra l’EZLN e l’organizzazione terroristica basca dell’ETA.

Oltre ad altri dettagli come la quantita’ di armi usate, foto con volti e numero di cellulare dei militanti, numero di targa dei veicoli utilizzati per il trasporto e altro ancora, l’informatore disertore, cui il nome e’ ovviamente rimasto segreto, ha mostrato anche il vero volto del Subcomandante Marcos che appare con una folta barba e senza cappuccio!

Foto: Agenzia Reforma

http://notiziefresche.info/chiapas-svelato-il-volto-del-sub-comandante-marcos_post-14731/

COMUNICATO DI EUSKADI TA ASKATASUNA AL POPOLO BASCO

Euskadi Ta Askatasuna, organizzazione basca rivoluzionaria socialista di
liberazione nazionale, con questo comunicato vuol trasmettere alla
cittadinanza basca la propria riflessione politica sulla situazione che
vive il nostro popolo:

Il Governo spagnolo dopo aver affossato l’ultimo processo di pace, ha
organizzato un attacco generalizzato e crudele contro Euskal Herria. Oltre
a chiudere la porta alla possibilità di soluzione democratica, fece la
scommessa di allargare il rifiuto a tutti i livelli e sviluppare un attacco
repressivo senza limiti. Hanno dato priorità all’efficacia rispetto alla
legittimità e alla complessiva visione democratica. Va bene tutto nel loro
antico e rinnovato impegno di distruggere Euskal Herria, al margine dei
confini della stessa legalità spagnola.

Vogliono portare un messaggio di rassegnazione in Euskal Herria, affinché
abbandoniamo la lotta per la liberazione e ci integriamo alle regole del
gioco imposte dalla Spagna. Sapendo che Euskal Herria in Spagna non può
respirare, che nell’ingranaggio giuridico – politico spagnolo, il futuro
della cittadinanza basca è incatenato.

La Sinistra Indipendentista è diventata l’obiettivo degli attacchi. La
stessa Sinistra Indipendentista che trent’anni fa rese impossibile
l’assimilazione di Euskal Herria a Francia e Spagna. La Sinistra
Indipendentista che è riuscita via via a tenere aperta la porta della
libertà e dell’indipendenza. Quindi con il loro attacco selvaggio alla
Sinistra Indipendentista, pretendono di seppellire il futuro di Euskal
Herria. Con la pressione contro la Sinistra Indipendentista cercano di
trovare il modo di forzare la volontà di Euskal Herria.

Al fine di neutralizzare e mettere all’angolo l’indipendentismo, hanno
instaurato in Euskal Herria lo stato d’emergenza. Le illegalizzazioni di
organizzazioni politiche, la detenzione e persecuzione politica di
militanti sono diventate abituali nel nostro territorio. I diritti civili e
politici sono sistematicamente violati. Hanno alzato il livello di crudeltà
contro i prigionieri e prigioniere politici baschi, punendo la coerenza e
utilizzando una rinnovata politica del pentimento come ricatto. Si sono
moltiplicati i sequestri e gli interrogatori clandestini di cittadini e
cittadine.

Repressione dura, che non solo pretende di condizionare l’azione politica
della Sinistra Indipendentista, ma cerca anche di influire come fattore
psicologico.

Pretendono, per l’ennesima volta, di vendere questa chimera che è la
soluzione poliziesca. Perché, il Ministro degli Interni, Perez Rubacalca,
che parla con tanta arroganza, sa perfettamente che oggi come ieri, è il
riconoscimento dei diritti che spettano a Euskal Herria l’unico cammino che
garantisce la fine della resistenza basca. Che la sete di libertà non
placata della cittadinanza basca è l’arma che non potrà trovare in nessun
covo.

Il Ministro degli Interni spagnolo è abituato alla menzogna e alla
propaganda di guerra, cercando di ridipingere la realtà con frasi pompose
al il fine di sviare il dibattito. ” Voti o bombe” è l’ultima trovata. E la
Sinistra Indipendentista gli ha risposto forte e chiaro: “voti”, come
metodo democratico con cui i cittadini e le cittadine baschi possano
decidere del loro futuro, senza limiti né ingerenze e essendo possibili
tutti i progetti. Date la parola al popolo. Questa è la possibilità che il
Governo spagnolo nega e che è alla base del conflitto. Questo è l’ostacolo
che la base della cittadinanza basca deve superare.

Paradossalmente, tutta questa dimostrazione di forza, la dimensione
dell’aggressione, sono il riflesso della debolezza della Spagna,
l’impotenza di nascondere il fracasso del ciclo autonomistico che misero in
marcia trent’anni fa. Alla negazione di legittimità nell’ambito della
negazione politica, la Spagna risponde con la sua tradizionale visione di
pochezza democratica, incrementando imposizione e repressione.

Così, sono significativi i patti di Stato che hanno firmato PSE-PP e
UPN-PSN per gestire direttamente la regione autonoma, anche se per farlo,
hanno dovuto estromettere un PNV che gli era stato tanto fedele fino ad
ora. Questo perché sanno bene che più che nuove competenze, quello che è
davvero in gioco è l’ambito giuridico- politico stesso. Già che c’erano,
hanno cominciato a neutralizzare tutti i passaggi che considerano validi
per la costruzione di Euskal Herria.

In Euskal Herria c’è voglia di cambio politico; di fronte alla
rassegnazione offerta dalla chiusura del Governo spagnolo, la cittadinanza
basca lo ha dimostrato con innumerevoli iniziative politiche, sociali,
culturali. Prova chiara di questo è l’appoggio che hanno ricevuto le
iniziative di lavoro comune che hanno organizzato le realtà basche.

Senza dubbio in Euskal Herria è nata una nuova illusione. L’aspettativa di
mettere in moto un processo democratico che veda possibile il
raggiungimento di un cambio politico in Euskal Herria.

Certo il cambio politico ha bisogno della volontà e dell’impegno di tutte
le parti in gioco. Anche del Governo spagnolo che oggi come oggi mostra il
suo atteggiamento più chiuso. Quindi sarà compito di tutti i soggetti
baschi trasformare in concretezza l’illusione, alimentare le condizioni che
determina il processo e lottare contro il blocco imposto dal Governo
spagnolo.

ETA non ha dubbi che il cammino sarà difficile e pieno di ostacoli. Ma la
libertà lo merita. Ci riusciremo!

FRANCIA: SARKOZY, SRADICHEREMO UNA AD UNA TUTTE LE BASI DELL'ETA

postato 2 ore fa da ASCA
(ASCA-AFP) – Melun, 23 mar – Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha promesso di ”lottare senza sosta” per ”sdradicare ad una ad una tutte le basi dell’ETA in Francia”. La dichiarazione del presidente e’ stata fatta oggi in occasione dei funerali di Jean-Serge Nerine, il poliziotto ucciso alcuni giorni fa da un commando dell’organizzazione indipendentista basca. ”Andremo a stanare uno ad uno tutti i sostenitori di questa organizzazione terroristica e la smantelleremo”, ha detto Sarkozy, spiegando che la ”Francia avra’ tolleranza zero” per chi viola le forze dell’ordine e ”non si lascera’ intimidire dal terrorismo”. In 40 anni di lotta armata, si tratta della prima volta che l’ETA e’ considerata responsabile della morte di un membro delle forze dell’ordine francesi.

Madrid alza l'allerta contro gli attentati dell'Eta Dopo l'uccisione di un agente della gendarmeria francese

postato 6 ore fa

Madrid, 23 mar. (Ap) – La Spagna ha innalzato il suo livello di allerta terrorismo dopo l’uccisione di un agente della Gendarmerie francese, la scorsa settimana, attribuita a un commando armato del movimento indipendentista basco dell’Eta. Il ministero dell’Interno di Madrid ha spostato il livello di allerta da “bassa intensità” ad “alta intensità” citando i recenti eventi. Il nuovo stato di allerta resterà in vigore fino al termine del semestre di presidenza spagnola dell’Unione europea a fine giugno. Coa

Granchio della Francia: arresta 5 sospetti Eta, ma erano pompieri Per l'assassinio dell'agente francese ucciso vicino Parigi

postato 3 giorni fa

Roma, 20 mar. (Apcom) – Un errore marchiano di identificazione e un bell’imbarazzo per la Francia: le autorità dell’Esagono hanno ammesso che non erano ‘etarras’ baschi, bensì pompieri catalani, in vacanza oltretutto, i cinque uomini arrestati nell’ambito dell’inchiesta sul gruppo di fuoco dell’Eta responsabile dell’omicidio di un agente di polizia francese. I cinque dovrebbero essere rilasciati a breve; sono stati interrogati dalle autorità nel corso della mattinata, secondo quanto riferisce il governo autonomo della Catalogna, la Generalitat, che si è occupato della vicenda. Il gruppo di pompieri – che si trovava in Francia in vacanza nella medesima località dove è avvenuto l’omicidio – era stato segnalato da un poliziotto in pensione, che aveva notato gli spagnoli in un supermercato. La Gendarmerie aveva acquisito il filmato delle telecamere a circuito chiuso e uno degli agenti coinvolti nella sparatoria aveva creduto di riconoscere gli assalitori. Nelle immagini – diffuse pubblicamente per facilitare la ricerca e l’arresto – non appariva però la donna di età compresa fra i 30 e i 40 anni che faceva parte del gruppo di fuoco. Le autorità francesi hanno sottolineato che sebbene sia stato compiuto un errore, la cooperazione dei cittadini ha funzionato e che la diffusione delle immagini o delle foto è la maniera migliore di confermare l’identificazione dei terroristi. Nella sparatoria del 17 marzo – innescata dal furto di sei automobili in un concessionario – sarebbe coinvolto anche l’attuale responsabile militare dell’organizzazione terroristica basca, Mikel Kabikoitz Carrera Sarobe, latitante dal 2003 e ritenuto responsabile di cinque omicidi. Il fuoco incrociato scoppiato in seguito al furto ha ucciso Jean Serge Nerin, 52 anni. Mgi

Sparatoria nei sobborghi di Parigi, ucciso agente. Si segue la pista di Eta.

postato
document.write( strelapsed(‘2010-03-17T15:30:00Z’) );
1 giorno
fa da PEACE REPORTER

La polizia ha arrestato un uomo che avrebbe precedenti penali per guerriglia urbana nei Paesi baschi – Sparatoria ieri sera fra presunti membri di Eta e agenti di polizia francesi, durante un controllo nel sobborghi di Parigi. Ucciso un agente, arrestato un uomo basco, che avrebbe precedenti penali per guerriglia urbana nei Paesi baschi. . I fatti: Ville-sur-Biéres, sobborghi di Parigi, poco dopo le 19.00 di ieri sera. Una Bmw rubata viene intercettata da una pattuglia della polizia francese. A bordo ci sono quattro o cinque persone. Nello stesso istante si affianca un’altra auto, con due persone e iniziano gli spari. L’agente Jean-Serge Nérin, 52 anni da trenta in polizia, è colpito mortalmente nonostante indossi il giubbotto antiprotiettile. Un suo collega rimane ferito, ma viene arrestato un uomo, un cittadino basco che secondo le prime informazioni non confermate avrebbe dei precedenti penali per atti di guerriglia urbana nel Paese basco. I giornali e la politica spagnola puntano senza dubbio alcuno su Eta. I giornali francesi parlano di pista privilegiata, ma sono più cauti. Le informazioni di stampa mettono in rilievo che si tratta del primo agente francese ucciso da Eta. La dinamica parla di una sparatoria casuale e fonti spagnole stilano un elenco di altri cinque casi in cui commando di Eta e polizia francesi si sono presi a revolverate, senza vittime mortali. Se di Eta si tratta stupisce il numero di militanti presenti nel parigino: secondo alcune fonti addirittura sette. Fra gli occupanti della Bmw ci sarebbe stata anche una donna.

Spagna-Venezuela/ Chavez difende presenza ex etarras nel Paese Ricercati dalla magistratura spagnola

postato 15 ore fa da APCOM

Caracas, 16 mar. (Ap) – Il presidente venezuelano Hugo Chavez ha difeso la presenza nel Paese di sei presunti membri dell’organizzazione terroristica basca dell’Eta, in Venezuela da anni, dopo che la magistratura spagnola ha spiccato contro di loro un mandato di arresto internazionale.
“Ormai sono venezuelani, qui si sono sposati, hanno avuto figli e nipoti, non partecipano ad alcuna attività terroristica”, ha dichiarato Chavez, ricordando che in base ad un accordo firmato tra Caracas e Madrid nel 1989 numerosi membri dell’Eta erano stati autorizzati a emigrare in Venezuela.
La magistratura spagnola ha inoltre emesso dei mandati di cattura per sei membri delle Farc, accusando il governo venezuelano di aver facilitato i contatti fra l’Eta e le milizie ribelli colombiane.