Spagna: 13 arresti nel gruppo Segi

Sono accusati di violenza urbana, tra episodi lancio molotov

postato 4 giorni fa da ANSAWindows Live

(ANSA) – MADRID, 22 OTT – La polizia spagnola ha arrestato stanotte nei Paesi Baschi 13 esponenti dell'organizzazione giovanile indipendentista basca Segi, accusata di essere vicina all'Eta. Lo hanno reso noto fonti del ministero degli Interni. I 13 arrestati hanno un'età compresa fra i 20 e i 29 anni. I militanti dell'associazione giovanile sono accusati di episodi di violenza urbana nei Paesi Baschi, come il lancio di bottiglie incendiarie contro istituzioni dello dello stato spagnolo.

Spagna/ Corte appello Roma dice sì a estradizione attivisti Segi

Pg aveva dato parere favorevole a istanza dei difensori
postato 1 giorno fa da APCOM

Fermin Martinez Lakunza, Artzai Santesteban Arizkuren e Zurine Gogenola Goitia possono essere estradati in Spagna. La IV sezione della corte d’appello di Roma ha dato l’ok al trasferimento in terra iberica dei tre giovani attivisti della Segi arrestati il 10 giugno, accusati di far parte di una organizzazione vicina all’Eta. Il pg Otello Lupacchini, nel corso del suo intervento, aveva espresso parere negativo all’estradizione dei tre affermando che non c’erano prove o indizi sufficienti a dimostrare l’appartenenza degli arrestati ad organizzazioni terroristiche. Le parti avranno ora dieci giorni di tempo per impugnare la decisione emessa oggi in Cassazione. Stamane si è svolto un presidio davanti al tribunale in favore dei giovani e di sostegno alle ragioni della nazione basca.

Arrestati a Roma tre indipendentisti baschi

ROMA (10 giugno) – Tre membri dell’associazione giovanile e indipendentista basca Segi sono stati arrestati oggi dalla polizia nel centro di Roma, dove avevano convocato una conferenza stampa che doveva coincidere con la visita del premier spagnolo Josè Luis Zapatero al Papa ed al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Fermin Martinez Lakunza, Artzai Santesteban Arizkuren e Zurine Gogenola Goitia sono stati arrestati dalla polizia italiana verso le 13.00 di oggi mentre distribuivano volantini nella galleria commerciale Alberto Sordi in Via Del Corso, riferisce il quotidiano. I tre erano riusciti a scappare lo scorso novembre da un’operazione che portò all’arresto di una trentina di presunti membri dell’organizzazione nei Paesi Baschi, che la polizia spagnola considera vicina all’Eta.

I tre, sui quali pendeva un mandato di arresto europeo, avevano convocato una conferenza stampa di fronte a Montecitorio per denunciare la presunta «persecuzione» perpetrata da Spagna e Francia sulla gioventù basca e per chiedere ai due Paesi di cercare una soluzione democratica al problema basco.

Stamane gli agenti della Digos della Questura di Roma, in collaborazione con la Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, hanno fermato in Galleria Alberto Sordi, nel centro di Roma, i tre attivisti. I tre giovani spagnoli sono stati notati perché hanno iniziato a scandire slogan in spagnolo ed hanno tentato di srotolare uno striscione di 2 metri per 80 cm, senza peraltro riuscirci per l’intervento della Digos, con la scritta «Euskal Herriak
Indipendencia».

I tre spagnoli attivisti indipendentisti baschi, di 26, 27 e 29 anni, erano ricercati in campo internazionale per l’arresto provvisorio ai fini estradizionali perché colpiti da mandato di cattura emesso dall’Autorità Giudiziaria di Madrid nel dicembre scorso, perché ritenuti appartenenti all’Eta.

La nuova inquisizione

02/12/2009

I giovani arrestati perchè membri del movimento giovanile della sinistra basca hanno denunciato torture

Maialen e Garazi sono due ragazze basche, arrestate nella retata ordinata dal giudice spagnolo Grande Marlaska, il 22 novembre scorso. Insieme agli altri 32 giovani arrestati in diverse località del Paese basco sono state trattenute per cinque giorni in un regime di incomunicacion che prevede la sparizione, la desaparicion di chi viene arrestato, senza che possa sapere perché, né avere contatti con familiari e avvocati di propria fiducia. Sono i cinque giorni del terrore e chi viene arrestato nei Paesi baschi conosce i peggiori dettagli di quelle ore. Il direttore di un quotidiano, Martxelo Otamendi, arrestato per terrorismo e poi rilasciato in attesa di giudizio raccontava: "Quando entri nelle stanze della caserma sei bendato, senti rumori, urla, gli agenti sono a volto coperto, ti minacciano. Uno in paerticolare mi disse di dimenticarmi la Costituzione perché quella non era Spagna, ma la Guardia Civil".

Maialen e Garazi, appena sono riuscite a parlare con il proprio avvocato di fiducia, hanno raccontato di essere state palpate, denudate, di aver ricevuto minacce di stupro e di morte violenta. Obbligate a rimanere solo con gli slip, sono state palpate e baciate dalla vita in su. Altre testimonianze: un ragazzo punto con una siringa di spalle con la minaccia di drogarlo, un altro cui hanno fatto credere che lo avrebbero violentato, colpi, botte, la minaccia di applicare la bolsa – una guaina che tappa le vie respiratorie o un sacchetto sulla testa fino all’asfissia – posizioni fisiche forzate fino allo sfinimento fisico. C’è chi ha perso sei chili in cinque giorni.

Si chiama tortura. Fisica, psicologica, si chiama terrore. E ogni volta che il rito bestiale si perpetua non esce nemmeno una riga sui quotidiani spagnoli, dove i cronisti si rifugiano dietro a una leggendaria direttiva di Eta, che citano in continuazione come un mantra: chi viene arrestato deve denunciare sempre torture. Nei fatti, al di là di quello che un cronista potrebbe leggere negli occhi di chi denuncia di essere stato torturato, ci sono foto, segni precisi. Oltre ai casi di chi è stato rilasciato – e sono casi numerosi – senza nessuna accusa, per poi raccontare i cinque giorni di inferno dentro una cella in un edificio di una città di un Paese sorridente che ci chiama dai manifesti pubblicitari per passare le vacanze al sole.

Amnesty international, la commissione per i diritti umani delle Nazioni unite, denunciano queste violazioni da anni. Senza esiti pratici. Lo stesso giudice Baltasar Garzon, davanti al quale sono passati molti casi evidenti senza che muovesse dito, si fece promotore di un protocollo che prevedeva la videoregistrazione durante i cinque giorni di isolamento. Mai applicata, annuncio a effetto.
I giornali non scrivono, anzi depistano. La consapevolezza collettiva si forma anche così: con chi non conosce, e con chi non vuole ammettere. Eppure, dentro le celle e i calabozos, i sotterranei della tortura, ci sono vite che verranno segnate in maniera indelebile. E nelle case delle vittime ci sono familiari, fratelli e sorelle, amici. Sanno cosa accade, anche se nessuno li informa, e sperano di non sentire quello che puntalmente sentiranno e cioè le denunce dei loro figli e figlie sulla violenza che li ha attraversati.

L’ordinanza del giudice – arresto per i 34 giovani indipendentisti baschi – è un testo esemplare. Si usa un documento ritrovato a Parigi a un presunto militante di Eta e si crea una ragnatela di deduzioni, si interpreta e dove si può si adattano le parole al proprio teorema accusatorio. Giovanni Giacopuzzi, storico e perito processuale proprio sulla criminalizzazione del movimento giovanile basco di sinistra, lo ha analizzato per PeaceReporter.
A cosa, a chi serve lanciare questo messaggio nell’attuale scenario basco, quando la sinistra indipendentista ha lanciato una nuova proposta di pace? La promessa di repressione dovrebbe riguardare l’organizzazione armata in quanto tale. I teoremi politici hanno trasformato in arma il dissenso, le idee e le pratiche. Basta solo un sospetto e una sentenza. Il primo giustifica l’oblio collettivo delle violenze, perché la seconda ha decretato che Segi, movimento di giovani, è terrorista. Non si chiede più nemmeno l’abiura, il rogo è anticipato.

 Angelo Miotto

http://it.peacereporter.net/articolo/19191/La+nuova+inquisizione

Spagna: violenza nei Paesi Baschi

Dopo arresti di 11 presunti membri di Segi, vicina a Eta

Spagna: violenza nei Paesi Baschi (ANSA) – MADRID, 27 NOV – Una nuova ondata di guerriglia urbana ha colpito nelle ultime ore i Paesi Baschi,mentre a Madrid venivano interrogati 11 persone arrestate.All’ Audiencia Nacional, infatti, i giudici sottopongono a interrogatorio gli 11 presunti membri dell’organizzazione giovanile illegale Segi, ritenuta vicina a Eta, arrestati negli scorsi giorni: lo scrive El Mundo. Ieri notte, 3 incappucciati sono saliti su un autobus di Markina e, dopo aver fatto scendere autista e passeggeri, hanno dato fuoco all’autobus.

27 Nov 16:27

Spagna, la polizia e la Guardia civile hanno arrestato 36 presunti terroristi baschi

postato
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2 giorni
fa da PEACE REPORTER

La maxi-operazione mira a smantellare Segi, l’organizzazione giovanile legata all’Eta – Gli agenti della polizia e della Guardia civile spagnola hanno lanciato una maxi-operazione congiunta contro Segi, l’organizzazione giovanile clandestina legata all’Eta.Nel blitz della scorsa notte, avvenuto nella regione basca e nella Navarra, sono state arrestate trentasei persone, accusate di collaborare con l’Eta. La polizia ha fermato ventinove presunti terroristi, sette la Guardia civile. Tra i fermati ci sarebbero anche i leader di Segi, organizzazione che il Tribunale supremo ha messo al bando, definendola terrorista, nel gennaio del 2007.Oltre agli arresti, la polizia spagnola e la Guardia civile hanno effettuato diverse perquisizioni, soprattutto in Navarra, e starebbero ricercando altri tre sospetti.