Spagna: Duro Attacco Eta Alle Elezioni Nei Paesi Baschi

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Spagna/ Un uomo si vendica a colpi di mazza contro attentato Eta

Disperato per danni alla sua casa,danneggia taverna nazionalista

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18 ore
fa da APCOM

Madrid, 24 feb. (Apcom) – Giustizia privata nei Paesi Baschi: esasperato per i danni sofferti nell’attentato dell’Eta lunedì scorso contro la sede del partito socialista di Lazkao, un uomo si è scagliato oggi armato con una mazza contro la ‘Herriko Taberna’ (‘Taverna del popolo’, in basco) del luogo, distruggendo le finestre, la cassa, parte del bancone e la macchina per il caffé. Le ‘Herriko Tabernas’ sono luoghi di ritrovo degli indipendentisti baschi più radicali, spesso ‘vivai’ di simpatizzanti dell’Eta.

"Mi avete distrutto casa, io distruggo la vostra", gridava l’uomo fuori di sé, secondo le testimonianze raccolte del giornale spagnolo ‘El Mundo’. I fatti sono accaduti intorno alle 12.30, dopo una manifestazione silenziosa contro l’attentato di lunedì notte. Il protagonista è stato arrestato dall’Ertzaintza, la polizia autonoma basca, che ha cercato di calmarlo. "Questi figli di… mi dispiace per i genitori" diceva l’uomo, sulla quarantina, ripreso in un video de ‘El Mundo’ mentre lo arrestavano.

Stanotte l’Eta ha colpito di nuovo, con un piccolo ordigno artigianale che ha fatto danni limitati alla sede del Partido Nacionalista Vasco (Pnv, nazionalisti di centrodestra) a Vitoria, capitale amministrativa delle province basche. Domenica in Spagna si tengono le elezioni regionali in Galizia e nei Paesi Baschi: in quest’ultima regione, per la prima volta i socialisti potrebbero rovesciare la supremazia del Pnv, diventando ago della bilancia del prossimo governo regionale.

Attentati alle sedi del Pnv nei Paesi Baschi spagnoli

www.euronews.net – 21/02 13:15 CET

Nuovi atti intimidatori nei Paesi Baschi spagnoli a poco più di una settimana dalle elezioni regionali.

Un ordigno artigianale ha causato un incendio durante la notte nella sede del partito nazionalista basco Pnv, a Bilbao. Nessun ferito, solo alcuni danni materiali.

Un secondo attacco a San Sebastian, dove la polizia ha estinto un principio d’incendio nella sede dello stesso partito.

Segno della tensione crescente in attesa del voto del primo marzo, quando i cittadini della regione autonoma saranno chiamati a rinnovare il parlamento. Un attacco alla destra nazionalista di Juan José Ibarretxe che punta alla rielezione: secondo gli inquirenti un attacco opera di gruppi radicali che appoggiano l’Eta.

La messa al bando di Batasuna dovrebbe andare a vantaggio del Pnv e dei socialisti di Zapatero che insieme otterrebbero 27 seggi sui 75 del parlamento regionale.

Spagna:bomba sede socialisti baschi

Esplosione a Lazkao non ha fatto vittime, telefonata dell’Eta

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document.write( strelapsed(‘2009-02-23T06:59:00Z’) );
2 ore
fa da ANSA

 (ANSA) – MADRID, 23 FEB – Una bomba e’ esplosa all’alba senza fare vittime vicino alla sede del partito socialista basco nella citta’ basca di Lazkao. L’esplosione e’ stata preceduta da una telefonata dell’ Eta. Lo ha annunciato la Cnn spagnola. L’esplosione, che ha causato ingenti danni materiali, e’ avvenuta durante la campagna elettorale per le elezioni regionali che si terranno il primo marzo.

Spagna,ministero Interni smentisce arresto terrorista Eta 'Aitor'

Notizia era stata rilanciata da vari organi di informazione

postato document.write( strelapsed(‘2009-02-21T11:31:00Z’) );1 giorno fa

 

"Non ci sono stati arresti questa notte", ha dichiarato un portavoce del ministero degli Interni, raggiunto al telefono dalla France Presse; ha chiarito di parlare in modo "ufficiale" e ha aggiunto che si potrebbe essere ingenerata confusione in alcuni mass media spagnoli. Molti organi di informazione hanno annunciato questa mattina l’arresto nei pressi di Bordeaux, nel sudovest della Francia, del nuovo presunto responsabile dell’organizzazione indipendentista basca, Iurgi Mendinueta Mintegi detto ‘Aitor’. Aitor, uno dei massimi ricercati dell’Eta, avrebbe assunto la direzione dei commando e dell’apparato militare del gruppo armato dopo l’arresto, a fine 2008 in Francia, dei suoi principali responsabili, ‘Txeroki’ e ‘Gurbitz’.

 

 

 

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La sinistra basca sfida Madrid: 'voteremo nullo, ma voteremo'

(17 febbraio 2009) – http://www.pane-rose.it/files/index.php?c3:o14278

15-02-2009/19:33 — “Il prossimo primo marzo andremo a votare. E il nostro voto farà male a Rubalcaba (il ministro degli Interni spagnolo, ndr) che ormai comanda ad Ajuria Enea e nel Parlamento di Gasteiz (le istituzioni autonome basche, ndr)”. Lo ha gridato ieri con fermezza durante una manifestazione della sinistra indipendentista la veterana Itziar Aizpurua, all’opposizione oggi così come lo fu ai tempi in cui il regime di Franco la mise sotto processo durante il ‘processo di Burgos’ a metà degli anni ’70. In mezzo a migliaia di militanti e simpatizzanti della sinistra basca, nel parco ‘La casilla’ di Bilbao, ieri pomeriggio ha chiesto al suo popolo di andare a votare per le elezioni autonome, di depositare nell’urna la scheda di ‘D3M’ (Democrazia Tre Milioni) nonostante l’ennesima esclusione della lista indipendentista da parte delle autorità (giudiziarie?) di Madrid.

L’appello è arrivato al termine di una giornata difficile, una delle tante per la sinistra patriottica da quando Madrid – che governassero i socialisti o i popolari poco è cambiato – ha deciso di escludere dalla legalità tutto l’universo sociale e politico della Izquierda Abertzale, chiudendo partiti e giornali, radio e associazioni, collettivi e fondazioni. Nonostante il divieto da parte del ministero degli Interni di Madrid, migliaia di persone si sono concentrate nella piazza Aita Donostia di Bilbao, letteralmente occupata da decine di blindati della polizia autonoma basca, l’Ertzaintza, che però sono stati letteralmente sommersi dalla folla determinata a tenere la manifestazione di apertura della campagna elettorale di ‘D3M’. Scoccate le 17,30, i manifestanti hanno cominciato a gridare i loro slogan: «D3M aurrera» (Avanti D3M), «Independentzia» o «Demokrazia Euskal Herriarentzat» (Democrazia per il paese basco). Dopodiché il gesto di sfida nei confronti dei divieti e della riduzione in clandestinità, quando migliaia di mani hanno sventolato di fronte agli occhi dei poliziotti – e quindi idealmente anche delle autorità di Madrid e di Gasteiz – le schede elettorali con su stampato il simbolo di una lista che il primo marzo saranno infilate nell’urna. Verranno conteggiati come voti nulli, ma certificheranno che la sinistra basca rimane viva e vegeta, e che rifiuta l’apartheid politico e l’imposizione di un recinto politico blindato, un recinto che esclude in quanto ‘criminali’ le idee dell’indipendenza e del socialismo. “Mai come ora è evidente la completa assenza di democrazia nello Stato Spagnolo e in particolare in Euskal Herria” ha spiegato Itziar Aizpurua, candidata di punta della lista annullata dal Tribunale Supremo di Madrid, che poi ha proferito accuse dirette a quei partiti come i nazionalisti o la sinistra unita che dicono di essere contrari alla esclusione della sinistra patriottica dai comizi ma che nulla fanno per impedire la violazione del diritto di voto per una parte importante della società basca.

“Con dignità e fermezza diciamo oggi che continueremo a lottare” ha concluso l’anziana ma combattiva dirigente abertzale: “Lotteremo e ci riusciremo, costi quel che costi, fino a che il nostro popolo ottenga la libertà e possa decidere del proprio futuro”. Finito l’intervento, migliaia di voci hanno cantato all’unisono l’Eusko Gudariak, l’inno dei combattenti baschi durante la resistenza antifascista del 1936-1939.

Fino a quel momento l’Ertzaintza ha lasciato correre, troppa gente e troppo determinata a manifestare. Ma appena la gente ha cominciato ad abbandonare la piazza, i ‘rambo’ in divisa rosso-nera hanno cominciato il solito carosello di cariche e fermi, con i manifestanti che si difendevano bloccando le strade con i contenitori della spazzatura e tirando oggetti contro i reparti mobili della Polizia Autonoma. Alla fine della giornata i fermati erano almeno 5, numerosissimi i contusi.

Marco Santopadre (Radio Città Aperta)

Ley de partidos: in Spagna il virus-terrorismo si trasmette per contatto


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di Simone Petrelli

Vicini ai terroristi: così il Tribunal Supremo di Spagna dice no a due partiti sospetti. E sono due liste in meno nelle liste elettorali basche. Accusate di contiguità con il nemico interno. Di essere fiancheggiatori dei fuorilegge del movimento indipendentista Batasuna, quindi connessi con l’Eta, l’organizzazione armata che reclama a gran voce l’autonomia totale della terra basca. I magistrati hanno votato all’unanimità. E dalla notte di domenica 8 febbraio Askatasuna e D3M sono out. La sentenza impedirà loro il libero accesso all’espressione della delega (il voto) per duecentomila persone in una regione, i Paesi Baschi, che sfiora i tre milioni di abitanti.

Le due formazioni si erano presentate per il voto amministrativo che si svolgerà ad inizio marzo. Liste programmaticamente indipendentiste, si sono viste contestare prima dal giudice Garzon, poi dall’avvocatura di Stato l’accusa di costituire appendici di Batasuna. Batasuna stessa è stata dichiarata organo dell’Eta, al termine di un’indagine costruita sfruttando gli appigli di un castello di accuse e prove che non hanno mai, mai condotto ad una sentenza di primo grado. Il caso va ad inserirsi nella scia della serie, infinita, di processi intentati dal “solito” Baltasar Garzon contro la galassia di realtà nazionaliste e indipendentiste.

Così alla fine sono arrivati gli arresti, il carcere, la restrizione della libertà per centinia di persone. E c’è stata la chiusura di giornali sospetti, di radio indagate, di settimanali scomodi, di associazioni accusate di aperta sovversione. Batasuna e gli altri hanno chiuso i battenti, in ottemperanza ad una legge scritta appositamente da socialisti e popolari. Si tratta della Ley de partidos, lo stesso testo ritenuto da buona parte dei giuristi baschi un’aberrazione del diritto di Spagna, un ‘sinsentido juridico’ come dicono loro. E’ una legge in cui c’è qualcosa di pericoloso.

Un principio di ‘contaminazione’, per la precisione: se i candidati di liste hanno avuto contatti o fatto parte della vita politica di formazioni ritenute ‘terroriste’, allora non si possono candidare alle libere e democratiche elezioni. I Paesi Baschi hanno settecento prigionieri politici. Quindi è facile prevedere quanto estesa sia la “contaminazione” contemplata dalla legge. Quante famiglie siano coinvolte, quanti individui siano iscritti ad associazioni per i diritti dei detenuti o per l’amnistia, quanti abbiano firmato impegni programmatici affinchè lo stato di diritto non si allontani dalle carceri.

Stando ai report della Guardia Civil che vengono presentati in aula – con la polizia a fare da perito all’accusa – definiscono contaminato anche il candidato che abbia fatto visita ad un prigioniero politico. E perfino chi sia stato firmatario di una petizione per il rispetto dei diritti politici. Gli avvocati spagnoli non hanno pietà. Ottimi censori, fanno ricorso ad un appiglio ricavato da un messaggio scritto nel ’98 su Zutabe, l’organo di informazione interna Eta. In esso si dice soltanto che per il movimento "è una necessità partecipare alle elezioni".

Questo, secondo i giudici, significa che l’Eta ha intenzione di crearsi una fonte elettorale sfruttando le liste radicali. Eccola la prova. Anche se non compare fra le carte del procedimento. Anche se non è nemmeno provato che chi ha raccolto firme per creare le due liste ora annullate fosse o meno a conoscenza di quel messaggio. Il quotidiano Gara racconta la vicenda del capolista di Askatasuna per Alava. Contaminato perché ha visitato un prigioniero al carcere di Herrera. Anche se tutto questo accadeva nel 1987. C’è chi ha firmato la sua condann perché nel 1988 a Langraiz ha partecipato a una manifestazione di protesta di fronte al penitenziario. Ma nelle aule di Spagna non c’è più tempo per i dibattiti.

Ora forse inizierà la ridda dei ricorsi dell’ultima ora. Che saranno comunque respinti. Per la prima volta i separatisti radicali non avranno candidati da schierare. Anche se scenderanno in campo in casa. Askatasuna e D3M non ci sono più. Sono già precipitati nel limbo. A far compagnia a Batasuna, illegale dal 2003, all’ANV, l’Azione nazionalista basca, al PCTV-EHAK, il Partito comunista delle terre basche. Frattanto, in Campo de las Naciones, zona orientale di Madrid, è saltata in aria un’altra auto. Offrendo al ministro dell’Interno Alfredo Perez Rubalcaba l’assist perfetto per denunciare quella che è stata definita come l’ennesima prevaricazione firmata Eta.