SPAGNA: ETA, CONTINUEREMO A LOTTARE PER INDIPENDENZA PAESI BASCHI

postato
document.write( strelapsed(‘2009-01-30T11:19:00Z’) );
4 ore
fa da ASCA

(ASCA-AFP) – Bilbao, 30 gen – L’organizzazione indipendentista basca Eta ha annunciato che intende ”continuare a lottare” con ”tutti i mezzi” per l’indipendenza dei Paesi Baschi. In un comunicato diffuso in occasione del suo 50esimo anniversario, alcuni estratti del quale sono stati pubblicati dal quotidiano Gara, vicino al movimento indipendentista, l’Eta chiede ”l’unione delle forze” dei Paesi Baschi per ”prendere la strada dell’indipendenza con strumenti pacifici e democratici”. L’organizzazione armata, ritenuta responsabile di 825 morti in 40 anni di violenze, aggiunge tuttavia che questo obiettivo e’ ostacolato dagli ”Stati nemici (la Spagna e la Francia – ndr) che non mostrano la minima volonta”’ di ammettere questo desiderio di indipendenza. ”Nell’attesa, dovremo continuare a lottare con tutte le nostre forze e tutti i mezzi”, precisa l’Eta, il che sembra annunciare una continuazione degli attentati.
Annunci

Spagna/ Fermo cautelativo per 8 presunti membri Batasuna

Disposto dal giudice dell’Audienca Nacional, Baltasar Garzon

postato
document.write( strelapsed(‘2009-01-26T08:24:00Z’) );
12 ore
fa da APCOM

Madrid, 26 gen. (Apcom) – Il giudice spagnolo Baltasar Garzon ha disposto il fermo cautelativo per otto presunti membri della nuova direzione di Batasuna, braccio politico dell’organizzazione separatista basca Eta, arrestati nella notte tra giovedì e venerdì nei Paesi Baschi e in Navarra.

Il giudice dell’Audienca Nacional, massima istanza penale spagnola, ha ritenuto che i fatti imputati alle otto persone in questione "potrebbero costituire reato di partecipazione ad organizzazione terroristica":

Nel corso delle perquisizioni nelle loro abitazioni, la polizia ha cercato documenti che provassero i legami tra Batasuna, il nuovo partito radicale Askatasuna e la piattaforma "Democrazia 3.000.000" (D3M), due movimenti di recente formazione che vorrebbero presentarsi alle elezioni regionali del 1 marzo nei Paesi Baschi.

Obiettivo condiviso di questi due movimenti sarebbe, scrive Garzon, "ingannare le istituzioni dello Stato e riuscire ad essere presenti alle elezioni per applicare la strategia terroristica dell’Eta quando le circostanze lo esigono".

Nelle ultime elezioni legislative, nel marzo 2008, la giustizia spagnola ha sbarrato la strada a due partiti baschi radicali, il Pctv (partito comunista delle terre basche) e Anv (Azione nazionalista basca), considerati come portabandiera di Batasuna.

La polizia spagnola ha arrestato otto militanti indipendentisti perché vogliono presentarsi alle elezioni al Parlamento Basco d

GARA. 24 gennaio 2009

Quando mancavano solo tre giorni per la presentazione delle liste elettorali, lo stato spagnolo ha dato un nuovo colpo di mano alla democrazia nei Paesi Baschi  con l’arresto di otto militanti indipendentisti e altri 18 perquisiti, in cerca di documentazione politica. Anche se il Ministero dell’interno ha parlato di voler impedire, in questo modo,  la ricostituzione di Batasuna (Partito della sinistra indipendentista basca), il giudice Baltasar Garzón e il leader del PSOE (Partito Socialista Spagnolo) nei Paesi Baschi, Patxi López, hanno ammesso che l’obiettivo é quello di impedire che la sinistra indipendentista basca possa presentarsi alle elezioni del 1 marzo. Gli arrestati sono: la portavoce di D3M (Democrazia 3 Milioni, piattaforma della sinistra indipendentista per le elezioni), Amparo Lasheras, Eli Zubiaga, Arantza Urkaregi, Iker Rodrigo, Imanol Nieto, Iñaki Olade, Hodei Egaña y Agurtzane Solabarrieta. Sono state perquisite, inoltre, le abitazioni private di altri militanti indipendentisti conosciuti.

  Il Ministrero dell’interno spagnolo e il giudice Baltasar Garzón hanno nuovamente messo in atto, nella notte tra il 22 e il 23 gennaio, un’altra delle loro spettacolari operazioni. Trecento poliziotti, ai loro ordini, hanno arrestato Amparo Lasheras, Eli Zubiaga, Arantza Urkaregi, Iker Rodrigo, Imanol Nieto, Iñaki Olade, Hodei Egaña e Agurtzane Solabarrieta. Inoltre, hanno perquisito, sempre nella stessa notte, le abitazioni private di vari militanti  conosciuti della sinistra indipendentista basca, e le sedi delle piattaforme elettorali Gasteiz Izan e Herria Aurrera di Bilbao, portandosi via computer e documentazione varia. Tutti i detenuti si trovano ora in commissariato con l’impossibilitá di poter avere alcun contatto con l’esterno e, secondo le fonti dell’Audiencia Nacional, il giudice non ascolterá le loro dichiarazioni fino a domenica.

Il ministero degli interni ha cercato di giustificare questa operazione di polizia come un intento per impedire che “Batasuna possa ricostituirsi”. Il Ministro degli interni, Alfredo Pérez Rubalcaba, ha accusato gli arrestati di essere “collaboratori di ETA” ed ha sottolineato che sono i sostituti della dirigenza nazionale di Batasuna, arrestata l’anno passato in Segura.

Tuttavia l’avvocato Arantza Zulueta, che é stata presente a una delle perquisizioni, accompagnando Baltasar Garzón, ha assicurato, alla emittente radiofonica Info7, che il giudice le ha dichiarato che l’operazione voleva cercare elementi affinché D3M non si presentasse alle prossime elezioni della Comunitá Autonoma Basca.

Diversi mezzi di informazione avevano segnalato, nei giorni precedenti, che questa poteva essere una delle opzioni del Governo Spagnolo. Incluso il candidado del PSOE a presidente del governo autonomo basco, Patxi lopez, non ha avuto problemi ad ammettere, di fronte ai mezzi di informazione, che un’operazione di polizia poteva cercare di evitare che “nelle prossime elezioni si presenti la copertura di una banda terrorista”. L’identitá delle persone arrestate e di quelle che hanno subito perquisizioni notturne, portano a pensare, senza nessun dubbio, che l’intento della polizia é stato quello di cercare informazioni  su D3M e Askatasuna (altro partito legato alla sinistra indipendentista).

 

Il movimento pro-amnistia della Sinistra Indipendentista Basca constata che nei Paesi Baschi non esiste il suffragio universale.

 

Dall’interno del Movimento Indipendentista Basco, il movimento pro-amnistia considera questa nuova retata “l’ultimo capitolo della folle stratregia repressiva del governo spagnolo. Essere indipendentista, nei Paesi Baschi, si paga con l’arresto ed il carcere, fare un lavoro politico si paga con la repressione selvaggia”.

Considerata la vicinanza delle elezioni al parlamento basco, questo movimento sottolinea che la retata dimostra

“fino a che punto arriva lo stato di eccezione imposto. Il governo spagnolo, per l’ennesima volta, si fa beffa dei principi basici della democrazia. Nei Paesi Baschi non esiste un suffragio universale, non ci sono elezioni libere. Nei Pesi Bschi non puó candidarsi chiunque. Nei Pesi Baschi si nega il diritto di votare a migliaia di persone. Che modello di democrazia é questo?”, si chiede.

Con questa ultima operazione, il movimento pro-amnistia si rende conto che Zapatero e Rubalcaba hanno voluto mandare un chiaro messaggio “Sono disposti ad arrivare lontano nella loro crociata contro l’independentismo. Tutto vale: valgono gli arresti in massa di rappresentanti politici, vale il carcere, vale la tortura, vale l’illegalizzazione”. Stando cosí le cose, é assolutamente importante la necessitá di mobilitarsi e di rispondere a questo tipo di aggressioni.

Foto:

 http://www.eitb.com/fotos/detalle/71732/operacion-policial-izquierda-abertzale/

 

Video:

http://www.adn.es/politica/20090123/VID-0008-Lasheras-Amparo-D3M-dirigente-detiene.html

Spagna: Batasuna, 12 arresti

Ordine del giudice Garzon, operazione in Paesi baschi e Navarra

postato
document.write( strelapsed(‘2009-01-23T12:08:00Z’) );
1 ora
fa da ANSA

 

SPAGNA: ETA MINACCIA DIPENDENTI E AZIENDE LEGATE A PROGETTO TAV BASCA

postato
document.write( strelapsed(‘2009-01-21T13:28:00Z’) );
2 ore
fa da ASCA

(ASCA-AFP) – Madrid, 21 gen – Il gruppo separatista basco Eta ha minacciato di voler ”prender di mira” i dipendenti e le compagnie che lavorano per il progetto del treno ad alta velocita’ (Tav) nei Paesi Baschi. L’Eta, che ha ucciso 825 persone in 40 anni, ha inoltre rivendicato la responsabilita’ di tre attacchi in una nota inviata al quotidiano filo-indipendente ‘Gara’. ”Mentre prosegue la distruzione provocata da questo grande progetto, deciso per decreto e senza dibattito pubblico, i responsabili designati e i loro beni (che compaiono nel progetto della Tav) diventeranno obiettivi dell’Eta”, spiega il comunicato. Il 4 dicembre scorso, l’Eta aveva rivendicato l’assassinio di un imprenditore basco di 71 anni, Ignacio Uria, la cui societa’ partecipa ai lavori della Tav.

Colocaron 18 kilos de amonitol y metralla para la matanza junto a un repetidor

La situación en el País Vasco

ETA intenta de nuevo asesinar a ‘ertzainas’ con dos bombas trampa

 

AITOR GUENAGA – Bilbao – 17/01/2009

 

No hay ninguna duda de la voluntad de ETA de causar una masacre entre los agentes de la Ertzaintza (Policía vasca). El método empleado ayer al atacar un repetidor de televisión, situado en el monte Santa Bárbara de Hernani (Guipúzcoa), es similar a otros atentados de la organización terrorista: colocar una bomba cebo de madrugada para cazar a los agentes que se desplacen al lugar del ataque con alguna otra bomba trampa. Pero mucho más sofisticado que en ocasiones anteriores.

    Euskadi Ta Askatasuna

    Ayer, los terroristas del comando Guipúzcoa quisieron asegurarse de que alguno de los agentes vascos acabara con los pies por delante. Y a unos 60 metros del artefacto que hizo explosión pusieron dos artefactos trampa ocultos en sendas mochilas: el primero en el camino de acceso al repetidor, cargado con ocho kilos de amonitol dentro de una olla, un potentísimo explosivo de nueva elaboración etarra que contiene nitrometano y polvo de aluminio.

La bomba, que no llevaba metralla, estaba conectada a un hilo de pita escondido entre la maleza para que cuando fuera pisado por alguno de los primeros policías que acudieran al lugar se activara su carga mortífera. El sedal apenas se podía ver, según los expertos en desactivación, al estar oculto entre los matorrales.

El segundo artefacto trampa se encontraba cerca del primero, también en una mochila y conectado a otro cable de pita. Contenía 10 kilos de amonitol y dos más de metralla, lo que deja en evidencia las intenciones de los terroristas. En definitiva causar una "masacre", según Interior, y el mayor daño posible, dado el enorme volumen de explosivo utilizado y la carga de tornillería añadida para atravesar los todoterreno que emplea la Ertzaintza.

Por si todo eso no deja claro las intenciones de ETA, los terroristas habían colocado en este segundo artefacto trampa un temporizador para que hiciera explosión a las 3.30, según fuentes policiales. Para ese momento, el lugar tenía que estar plagado de agentes, desactivadores de explosivos o incluso servicios de emergencia, ya que la secuencia del atentado se inició sobre la una de la madrugada. A esa hora hizo explosión un artefacto compuesto por ocho kilogramos de amonitol que había sido colocado en la caseta del repetidor. Los terroristas no avisaron previamente del atentado, planificado con un grado de sofisticación muy elevado, según fuentes policiales. Pero los ertzainas extreman al máximo las medidas de seguridad en este tipo de incidentes desde que el comando Vizcaya, desarticulado por la Guardia Civil en julio pasado, colocara en los juzgados de Getxo, el 11 de noviembre de 2007, una bomba trampa junto a una papelera cercana al Palacio de Justicia de Getxo que, finalmente, falló.

Las órdenes de los jefes policiales son taxativas en casos como el de ayer: retrasar la inspección del lugar hasta que la luz del día posibilite un trabajo con el 100% de seguridad para los policías. Los ertzainas, además, colocaron el primer cordón de seguridad antes de llegar a la trampa mortal que ETA había preparado para ellos. Y eso evitó la tragedia. La Jefatura policial vasca de Interior ha redactado al menos dos alertas sobre "un gran atentado" contra la Ertzaintza desde mayo de 2008. "No cabe duda de que están dispuestos a utilizar cualquier método con la finalidad de alcanzar su objetivo y causar el mayor daño posible a la Ertzaintza", se apuntaba en la alerta de agosto pasado. En eso sigue ETA.

Spagna, attentato dinamitardo contro ripetitore della televisione

16/01/2009

Ancora nessuna rivendicazione ma la polizia tende ad attribuirlo ad Eta

Un ripetitore della televisione spagnola è stato distrutto da un ordigno nella località basca di Hernani, nel nord del Paese.

L’attentato che ha provocato ingenti danni, non ha però coinvolto alcuna persona, anche perchè la deflagrazione è avvenuta nella zona di Santa Barbara, in un luogo lontano dalle abitazioni.
Ancora non sono giunte rivendicazioni dell’attentato, ma le autorità inquirenti sono propense a ritenere che sia stato organizzato da Eta, anche se le modalità di esecuzione appaiono leggermente differenti da quelle seguite di solito dal gruppo basco. L’esplosione non è infatti stata preceduta da alcuna telefonata d’avvertimento, ma sul luogo è stato trovato un cartello che avvertiva l’esistenza della bomba.