La polizia spagnola ha arrestato otto militanti indipendentisti perché vogliono presentarsi alle elezioni al Parlamento Basco d

GARA. 24 gennaio 2009

Quando mancavano solo tre giorni per la presentazione delle liste elettorali, lo stato spagnolo ha dato un nuovo colpo di mano alla democrazia nei Paesi Baschi  con l’arresto di otto militanti indipendentisti e altri 18 perquisiti, in cerca di documentazione politica. Anche se il Ministero dell’interno ha parlato di voler impedire, in questo modo,  la ricostituzione di Batasuna (Partito della sinistra indipendentista basca), il giudice Baltasar Garzón e il leader del PSOE (Partito Socialista Spagnolo) nei Paesi Baschi, Patxi López, hanno ammesso che l’obiettivo é quello di impedire che la sinistra indipendentista basca possa presentarsi alle elezioni del 1 marzo. Gli arrestati sono: la portavoce di D3M (Democrazia 3 Milioni, piattaforma della sinistra indipendentista per le elezioni), Amparo Lasheras, Eli Zubiaga, Arantza Urkaregi, Iker Rodrigo, Imanol Nieto, Iñaki Olade, Hodei Egaña y Agurtzane Solabarrieta. Sono state perquisite, inoltre, le abitazioni private di altri militanti indipendentisti conosciuti.

  Il Ministrero dell’interno spagnolo e il giudice Baltasar Garzón hanno nuovamente messo in atto, nella notte tra il 22 e il 23 gennaio, un’altra delle loro spettacolari operazioni. Trecento poliziotti, ai loro ordini, hanno arrestato Amparo Lasheras, Eli Zubiaga, Arantza Urkaregi, Iker Rodrigo, Imanol Nieto, Iñaki Olade, Hodei Egaña e Agurtzane Solabarrieta. Inoltre, hanno perquisito, sempre nella stessa notte, le abitazioni private di vari militanti  conosciuti della sinistra indipendentista basca, e le sedi delle piattaforme elettorali Gasteiz Izan e Herria Aurrera di Bilbao, portandosi via computer e documentazione varia. Tutti i detenuti si trovano ora in commissariato con l’impossibilitá di poter avere alcun contatto con l’esterno e, secondo le fonti dell’Audiencia Nacional, il giudice non ascolterá le loro dichiarazioni fino a domenica.

Il ministero degli interni ha cercato di giustificare questa operazione di polizia come un intento per impedire che “Batasuna possa ricostituirsi”. Il Ministro degli interni, Alfredo Pérez Rubalcaba, ha accusato gli arrestati di essere “collaboratori di ETA” ed ha sottolineato che sono i sostituti della dirigenza nazionale di Batasuna, arrestata l’anno passato in Segura.

Tuttavia l’avvocato Arantza Zulueta, che é stata presente a una delle perquisizioni, accompagnando Baltasar Garzón, ha assicurato, alla emittente radiofonica Info7, che il giudice le ha dichiarato che l’operazione voleva cercare elementi affinché D3M non si presentasse alle prossime elezioni della Comunitá Autonoma Basca.

Diversi mezzi di informazione avevano segnalato, nei giorni precedenti, che questa poteva essere una delle opzioni del Governo Spagnolo. Incluso il candidado del PSOE a presidente del governo autonomo basco, Patxi lopez, non ha avuto problemi ad ammettere, di fronte ai mezzi di informazione, che un’operazione di polizia poteva cercare di evitare che “nelle prossime elezioni si presenti la copertura di una banda terrorista”. L’identitá delle persone arrestate e di quelle che hanno subito perquisizioni notturne, portano a pensare, senza nessun dubbio, che l’intento della polizia é stato quello di cercare informazioni  su D3M e Askatasuna (altro partito legato alla sinistra indipendentista).

 

Il movimento pro-amnistia della Sinistra Indipendentista Basca constata che nei Paesi Baschi non esiste il suffragio universale.

 

Dall’interno del Movimento Indipendentista Basco, il movimento pro-amnistia considera questa nuova retata “l’ultimo capitolo della folle stratregia repressiva del governo spagnolo. Essere indipendentista, nei Paesi Baschi, si paga con l’arresto ed il carcere, fare un lavoro politico si paga con la repressione selvaggia”.

Considerata la vicinanza delle elezioni al parlamento basco, questo movimento sottolinea che la retata dimostra

“fino a che punto arriva lo stato di eccezione imposto. Il governo spagnolo, per l’ennesima volta, si fa beffa dei principi basici della democrazia. Nei Paesi Baschi non esiste un suffragio universale, non ci sono elezioni libere. Nei Pesi Bschi non puó candidarsi chiunque. Nei Pesi Baschi si nega il diritto di votare a migliaia di persone. Che modello di democrazia é questo?”, si chiede.

Con questa ultima operazione, il movimento pro-amnistia si rende conto che Zapatero e Rubalcaba hanno voluto mandare un chiaro messaggio “Sono disposti ad arrivare lontano nella loro crociata contro l’independentismo. Tutto vale: valgono gli arresti in massa di rappresentanti politici, vale il carcere, vale la tortura, vale l’illegalizzazione”. Stando cosí le cose, é assolutamente importante la necessitá di mobilitarsi e di rispondere a questo tipo di aggressioni.

Foto:

 http://www.eitb.com/fotos/detalle/71732/operacion-policial-izquierda-abertzale/

 

Video:

http://www.adn.es/politica/20090123/VID-0008-Lasheras-Amparo-D3M-dirigente-detiene.html

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