Eta annuncia la fine dell'impuesto revolucionario, le lettere di estorsione agli imprenditori baschi

postato 23 ore fa da PEACE REPORTER
Come conseguenza del cessate il fuoco dichiarato il 10 di gennaio scorso'. – L'organizzazione armata basca Eta ha inviato numerose lettere a industriali baschi e navarri per annunciare che mette fine al cosiddetto impuesto revolucionario, principale mezzo di sostentamento di tutta la struttura logistica dell'organizzazione. Secondo quanto riferito dall'unione degli industriali Confebask le lettere riportano che le estorsioni ai danni degli imprenditori cesseranno 'come conseguenza del cessate il fuoco dichiarato il 10 di gennaio scorso'. L'ultimo invio di lettere ricattatorie risale al 26 di ottobre. Il fatto è stato giudicato con ottimismo e in maniera positiva dal governo basco e dal partito socialista basco, che esprime la maggioranza, dopo elezioni 'monche' in cui la sinistra indipendentista è stata esclusa con ogni mezzo dalla partecipazione. La comunicazione dell'organizzazione armata è di particolare im portanza rispetto a possibili scenari futuri e risponde a una logica che si avvia verso la strada prospettata dalla proposta di pace della stessa sinistra basca: una verifica internazionale che porti a un processo di dialogo su due tavoli – militare e politico – che avrebbe come conseguenza e risultato finale lo smantellamento di Eta e un percorso politico per riconoscere la capacità di decidere del proprio futuro per i cittadini baschi. Il segnale di Eta, forte, arriva negli stessi giorni in cui si attende il pronunciamento sull'esclusione di una coalizione elettorale, Bildu, accusata da un teorema politico-giudiziario di far parte di una strategia non meglio precisata di Eta. L'altro partito, Sortu, che ha soppiantato quello che era Batasuna, con nuovi statuti e rifiuto della violenza, è stato estromesso per via politico-giuridica sempre con la stessa accusa di essere al servizio della strategia dell'organizzazione armata.

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Spagna. Ministro: con arresto Martitegi sventato attentato

Nove gli arresti tra Francia e Spagna

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19 ore
fa

Madrid, 19 apr. (Ap) – il ministro degli interni spagnolo Alfredo Perez Rubalcaba ha detto che l’operazione contro l’Eta condotta nella notte in Francia e Spagna ha consentito di sventare un attentato in preparazione nei paesi baschi spagnoli.

In una conferenza stampa convocata dopo l’arresto del presunto nuovo capo militare dell’Eta, Jurdan Martitegi, il ministro ha spiegato che è stato possibile bloccare sul nascere una macchinazione che avrebbbe dovuto portare a un attentato.

Uno degli arrestati nell’operazione, ha detto Rubalcaba, si era recato nel sud della Francia per ricever "istruzioni" da parte di Martitegi prima di "agire" e realizzare un "attentato".

Nell’operazioe, oltre a Martitegi e ad altri due militanti fermati in Francia sono state arrestate altre sei persone in territorio spagnolo. Martitegi è stato arrestato ieri nel villaggio di Montauriol, in Francia, in compagnia di altri due presunti complici: Alexander Uriarte Cuadrado e un’altra persona non identificata. Gli altri sei arresti sono stati fatti nelle città di Bilbao, Vitoria e Renteria, nel Nord del Paese Basco.

Secondo le accuse, Martitegi ha preso il posto di Aitzol Iriondo al vertice dell’Eta, arrestato sempre in Francia l’8 dicembre.

Eta, preso Arkaitz Goikoetxea

E’ considerato il capo della ”cellula Vizcaya”

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4 ore
fa da ANSA

(ANSA) – MADRID, 22 LUG – Sette persone accusate di essere membri dell’Eta sono state arrestate nel Paese Basco. Tra di loro ci sarebbe Arkaitz Goikoetxea. La notizia, non ancora confermata dal Ministero spagnolo dell’Interno, sarebbe un duro colpo per l’organizzazione terroristica separatista basca. Goikoetxea, infatti’, e’ considerato il capo della ”cellula di Vizcaya”, accusata dell’uccisione di numerosi poliziotti dalla fine quando lo scorso giugno l’Eta ha posto fine a una tregua.

SPAGNA/ FERMATO INDUSTRIALE BASCO, PAGA "PIZZO" A ETA

Il 12 giugno erano state arrestate due sorelle

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2 giorni
fa da APCOM

Roma, 2 lug. (Apcom) – Jose Antonio Jainaga Gomez, amministratore delegato di Sidenor, un’impresa siderurgica basca, è stato fermato dalla polizia spagnola nell’ambito delle indagini sui presunti versamenti della cosiddetta "imposta rivoluzionaria" (una sorta di ‘pizzo’, ndr) all’organizzazione terroristica dell’Eta.

Lo scrive l’edizione online di El Pais sottolineando che gli inquirenti spagnoli sono risaliti alla Sidenor grazie ai documenti sequestrati nell’appartamento di Bordeaux dove la polizia francese il 20 maggio scorso aveva arrestato uno dei principali capi dell’organizzazione terroristica basca, Francisco Javier Lopez Pena,"Thierry", e due complici. Janaiga è stato rilasciato dopo un interrogatorio. Secondo la documentazione rinvenuta a Bordeaux, Sidenor avrebbe versato fino a "90.000" euro nelle casse dell’Eta.

Fonti investigative interpellate da El Pais ritengono tuttavia che possa trattarsi di un caso simile a quello che il 12 giugno scorso ha portato all’arresto e poi alla condanna, sempre grazie ai documenti rinvenuti a Bordeaux, delle sorelle Blanca e Maria Isabel Bruno Azpiroz, riconosciute colpevoli di aver dato un contributo volontario di 6.000 euro all’organizzazione terroristica basca.

SPAGNA/ SI DIMETTE NUMERO 2 DEL PP, PROSEGUE CRISI PARTITO-PUNTO

Dopo congresso giugno potrebbe riaprirsi la successione a Rajoy

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16 ore
fa da APCOM

Madrid, 5 mag. (Apcom) – Il segretario generale e numero due del Partido popular (Pp), Angel Acebes, ha annunciato oggi le sue dimissioni, mettendo nuovamente sotto i riflettori la crisi interna del partito guidato da Mariano Rajoy, che si prepara a celebrare il prossimo 20 giugno a Valencia un congresso fortemente conflittuale, per rinnovare il partito dopo la sconfitta elettorale dello scorso 9 marzo contro il Psoe di José Luis Zapatero. In un comunicato, Acebes ha indicato la sua decisione "di non continuare alla testa della segreteria generale a partire dal prossimo congresso nazionale", e ha ringraziato Rajoy per la fiducia mostratagli quattro anni fa.

Acebes, vicino all’ex premier José Maria Aznar nel cui governo fu ministro dell’Interno, ha incarnato durante la scorsa legislatura l’ala più dura del partito, particolarmente critica con il negoziato del premier José Luis Zapatero con i terroristi separatisti baschi dell’Eta e con la riforma nel senso di una maggiore autonomia dello Statuto della Catalogna. In particolare, l’ex ministro ha sempre insistito sulla complicità dell’Eta nell’attentato dei terroristi islamici alla stazione di Madrid dell’11 marzo 2004, di cui all’inizio aveva accusato apertamente i separatisti.

Le dimissioni del segretario generale erano attese da tempo: Rajoy, deciso a restare in sella alla guida del partito anche dopo due sconfitte consecutive contro Zapatero, dopo le elezioni aveva individuato proprio in Acebes e nell’ex capogruppo alla camera Eduardo Zaplana le teste da sacrificare in nome del ‘rinnovamento’ del partito. Nelle ultime settimane, però, Rajoy ha subito una vera e propria, pesantissima ‘guerra di nervi’ da parte della presidente della regione di Madrid Esperanza Aguirre, l’ambiziosa ‘lady di ferro’ del Pp, che ha fatto balenare più volte l’ipotesi di candidarsi come sfidante nel congresso di Valencia.

Aguirre ha poi smentito quest’intenzione, ma nel frattempo, come nota oggi il quotidiano di centrodestra ‘El Mundo’, sostenitore della necessità di un nuovo leader per il partito, l’immagine di Rajoy si è deteriorata. Il numero uno del Pp mantiene l’appoggio dei ‘baroni’, i leader regionali del partito che dovrebbero poterne garantire la rielezione a giugno. Ma negli ultimi giorni è sembrata prendere forma la possibilità che, dopo la conferma di Rajoy nel congresso di Valencia, si apra una discussione interna per scegliere un nuovo candidato premier in vista delle elezioni del 2012, che potrebbe succedere all’attuale leader nel 2010 o 2011. I sostenitori di Aguirre hanno infatti intrapreso una campagna per introdurre il metodo delle primarie per la designazione dei candidati, modificando l’attuale sistema che funziona su base regionale.

Secondo ‘El Mundo’ poi, lo stesso Rajoy avrebbe deciso di ripresentarsi almeno in parte per evitare l’esplosione di una guerra fraticida in seno al suo partito, oggi frammentato in molte correnti regionali e politiche: ciò non escluderebbe un suo negoziato successivo con i capi del Pp per scegliere un nuovo candidato in vista del 2012. Fra i possibili successori di Rajoy da qui a un paio d’anni, secondo il principale quotidiano della destra spagnola, potrebbe esserci anche l’ex ministro dell’Economia di Aznar, Rodrigo de Rato, ex direttore generale del Fondo monetario internazionale (Fmi).