Arrestato in Francia avvocato spagnolo legato a Eta

07:16 – 29/10/09
Un avvocato spagnolo, sospettato di aver lavorato come intermediario per l’Eta, è stato arrestato dalla polizia francese a Hendaye, nel sud ovest della Francia. Lo riferito il ministero dgli Interni spagnolo.

L’arresto di Joseba Agudo Mancisidor, 34 anni, è stato eseguito su richiesta della giustizia spagnola in seguito ad una perquisizione del suo ufficio a Oyarzun, nel Paesi Baschi, e della sua casa a Renteria.

L’avvocato è accusato dal ministero degli Interni di aver svolto il ruolo di tramite tra l’Eta e i suoi militanti latitanti all’estero.

Secondo il ministero, Mancisidor comunicava con l’organizzazione separatista basca attraverso messaggi in codice e "garantiva la comunicazione tra l’Eta e i suoi membri che si erano rifugiati all’estero, principalmente in Sud America e in Europa". E’ anche accusato di essersi occupati del rientro di fuggiaschi in Europa "sotto la direzione dell’organizzazione".

(ats)

FRANCIA: CAPO POLITICO ETA E COMPAGNA SARANNO TRASFERITI A PARIGI

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1 giorno
fa da ASCA

Aitor Elizaran, considerato il ”capo dell’apparato politico” dell’organizzazione basca separatista ETA, e la sua compagna, arrestati lunedi’ ad ovest della Francia, nel corso della giornata di oggi saranno trasferiti al quartier generale della polizia antiterrorismo nei pressi di Parigi. Lo hanno reso noto fonti di polizia. Dopo l’arresto, gli inquirenti martedi’ hanno perquisito l’abitazione del 30enne e della sua compagna, Oihana Sanvicente, a Carnac, nei pressi di Morbihan in Bretagna. Secondo quanto riferito dalla polizia, nell’appartamento ammobiliato, affittato a partire da sabato scorso, sono state trovate delle munizioni, corrispondenti ad una delle due armi trovate in possesso della coppia, del materiale informatico e dei falsi documenti di indentita’, italiani, portoghesi e spagnoli. L’affitto, per 15 giorni di permanenza, era stato ordinato tramite Internet. Al momento dell’arresto la coppia si trovava a bordo di un’Audi nera, che era stata rubata nel villaggio di Trifecta (ad ovest). Il proprietario dell’automobile aveva lasciato le chiavi nel cruscotto. Ma la descrizione del rapinatore non corrisponde a quella di Elizaran. Il furto potrebbe quindi essere incluso nelle reti di auto rubate su ordinazione dai trafficanti di droga e dai terroristi.

Spagna/ Nuovo leader dell'Eta sarebbe donna: Iratxe Sorzabel Diaz

La prima a prendere la guida politica del gruppo separatista
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1 giorno
fa da APCOM

Sarebbe una donna il nuovo leader del gruppo terroristico basco Eta: Iratxe Sorzabel Diaz è stata nominata capo politico dell’organizzazione secondo un rapporto della polizia spagnola, dopo l’arresto in Francia del precedente leader Aitor Elizaran Aguilar. Secondo il rapporto spagnolo di cui oggi parla il quotidiano britannico The Times, Sorzabal è "il membro più importante" della struttura ideologica dell’Eta. La scoperta di una foto che la ritrae con un bambino ha sorpreso gli agenti dell’antiterrorismo, che ritengono sia anche una mamma. Negli anni Novanta era legata a un commando che avrebbe portato a termine una ventina di attentati, fra cui tre omicidi. E’ stata assolta però dall’accusa di omicidio per mancanza di prove. Nel 1997 fu incarcerata in Francia per tre anni, nel 2001 fece ritorno in patria e divenne portavoce di un’associazione a difesa dei detenuti dell’Eta. Lo stesso anno fu arrestata per i suoi presunti rapporti con il "Commando Galizia" dell’Eta. Sorzabel sostenne di essere stata torturata dopo l’arresto da parte della Guardia Civil spagnola. Se effettivamente è giunta ai vertici dell’organizzazione questo indica un cambiamento profondo di costume in un gruppo "tradizionalmente machista" secondo le fonti dell’antiterrorismo. Non è però la prima donna e mamma ad avere un ruolo importante nell’Eta. Nel 2004 è stata arrestata a Pau in Francia Soledad Iparraguirre Guenechea con il compagno Mikel Albizu Iriarte. Iparraguire, accusata di 14 omicidi, aveva in casa un arsenale di armi e il figlioletto, un bambino, che frequentava la scuola locale. Sorzabal, come leader dell’Eta, dovrebbe lavorare a ricostruire l’organizzazione terroristica duramente colpita dai numerosi arresti effettuati da operazioni congiunte franco-spagnole. Oltre a Elizaran, è stata arrestata anche Oihana San Vicente. Tre giorni prima sono stati bloccati in Spagna per ordine del giudice antiterrorismo Baltasar Garzon dieci persone fra cui Arnaldo Otegi, il celebre portavoce di Batasuna, braccio politico dell’Eta ora fuorilegge. Nel maggio dell’anno scorso era stato arrestato il precedente leader politico dell’Eta Javier Lopez Pena (Thierry), e in novembre il leader militare Miguel de Garikoitz Aspaizu Rubina (alias Txeroki); poche settimane dopo, anche i suoi successori Aitzol Iriondo Yarza e Jurdan Martitegi.

Francia, arrestati in Bretagna due presunti membri di Eta

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2 giorni
fa da PEACE REPORTER

Aitor Elizaran è considerato dall’antiterrismo spagnolo il leader del consiglio politico del movimento – La polizia francese ha annunciato di aver arrestato due presunti membri di Eta, l’organizzazione indipendentista basca.Aitor Elizaran e Oihana San Vicente sono stati arrestati nella cittadine di Carnac, in Bretagna. Stando quanto dichiarato dalla polizia francese, al momento del loro arresto i due avevano con sé delle armi. Aitor Elizaran è considerato dall’antiterrorismo spagnolo un importante leader del movimento militare e un membro dell’esecutivo politico del gruppo. Elizaran avrebbe assunto la leadership politica del movimento indipendentista dopo l’arresto, avvenuto nel maggio del 2008, di Francisco Javier Lopez Pena, conosciuto anche come Thierry.L’operazione della polizia francese arriva dopo che, la settimana scorsa in Spagna, sono stati fermati dieci membri di Batasuna.   

EUSKAL HERRIA: ARRESTATI DIRIGENTI DELLA SINISTRA INDIPENDENTISTA

Il 14 ottobre la polizia spagnola ha arresto nella sede del sindacato della sinistra indipendentista LAB di Donostia 10 militanti indipendentisti di rinomata fama pubblica, con l’accusa di far parte della direzione politica di Batasuna.
Questa Unità Popolare della Sinistra Indipendentista, che è stata illegalizzata dai tribunali di giustizia spagnoli nel 2003, ha continuato però ad essere attiva fin da allora.

La sede del sindacato è stata totalmente circondata e presa dalle forze repressive per ore.
I sindacalisti che si trovavano dentro la sede sono stati identificati e trattenuti in una stanza per ore, fra di loro c’era l’ex-dirigente del LAB Rafa Usabiaga.
In un’altra stanza erano rinchiusi Arnaldo Otegi, Rufi Etxebarria, Sonia Jacinto e Arkaitz Rodriguez, e lì è stato trasferito successivamente Rafa Diez Usabiaga. In altre località inoltre sono stati arrestati Mañel Ugarte, Amaia Esnal, Ainara Oiz, Txeluis Moreno e Miren Zabaleta. Tutte le persone arrestate in questo momento si trovano in isolamento.

Questi gravissimi fatti avvenuti con la firma del giudice dell’audiencia National spagnola Baltasar Garzon hanno senza dubbio motivazioni politiche inscindibili dal governo Zapatero. Già nei giorni precedenti il giornale governativo El Pais aveva insinuato l’idea che questi stessi dirigenti fossero stati desautorati da ETA per la loro supposta opposizione politica contraria alla lotta armata. Allora perchè li tengono prigionieri?

La reazione della succursale del PSOE di Zapatero in Euskal Herria è stata, da una parte, dire che "non avevano niente di politicamente importante in mano", che "questa operazione è stata uguale ad altre precedenti perchè stavano organizzando la direzione politica di Batasuna". Dall’altra, hanno rimarcato che "siamo difronte ad una nuova fase politica difficile da definire in poche parole".
Forse la novità è nella stigmatizzazione e criminalizzazione fascista del Collettivo di Prigionieri dei quali è proibito mostrare le foto pubblicamente?
La novità della fase politica è la scomparsa da 4 mesi del militante Jon Anza in territorio francese?
L’impulso neo-franchista dei governi spagnoli dell’ultimo decennio di illegalizzare partiti e associazioni politiche e sociali, anche se criticato da alcuni partiti di ambito basco comunque è stato sempre rispettato in ultima istanza e non è certamente una novità di ora.
Non è una novità neppure il fatto che quest’impulso basilare nei regimi di stampo neo-fascista sia nel caso della lotta per l’indipendenza e il socialismo in Euskal Herria, totalmente sterile riguardo all’obiettivo: paralizzare e ridurre ad una ridicola espressione il movimento che lo sostiene e cioè la sinistra indipendentista basca. Non è scomparsa ETA,
né Batasuna, né il movimento antirepressivo, né le lotte sociali sostenute dalla sinistra indipendentista, né il lavoro enorme di ricostruzione linguistica e culturale.
Tutto il contrario. La Sinistra Indipendentista Basca ha mostrato la propria vitalità nelle poche mobilitazioni di massa autorizzate, oltre che in alcune di quelle illegalizzate.

La Sinistra indipendentista illegalizzata è riuscita a presentarsi alle elezioni, a rinnovare la propria partecipazione in istituzioni di ogni tipo, raggiungendo più volte anche in forma non legale il 15-20% dei voti, in tutte le contese elettorali per tutti i dieci anni da quando è stata illegalizzata. Continua cioè a mantenere con forza l’iniziativa politica.
Negli ultimi mesi in Euskal Herria sta diventando ogni volta più evidente e pubblica l’intenzione della sinistra indipendentista di investire grandi sforzi in futuro nella formazione di quello che viene chiamato Polo Soberanista. Lo stesso Arnaldo Otegi aveva annunciato importanti novità per questo autunno. A nessuno era sfuggito che evitare l’ingerenza politica nel cui fulcro si situa questa iniziativa è all’origine dell’atto di guerra attuato dal Governo spagnolo del PSOE, con la totale connivenza del
Partito Popolare spagnolo.
L’arresto di questi dieci militanti denunciato, oltre che dalla stessa sinistra indipendentista, anche dai partiti Ezker Batua-Izquierda Unida, Aralar, Eusko Alkartasuna e dal sindacato ELA, riuscirà solo a ritardare forse questo processo politico. Senza dubbio, aumenta la quota di dolore e sofferenza che Euskal Herria paga per pretendere di ricostruire un futuro euskaldun (basco), femminista, internazionalista, socialista sulla base del
suffragio universale.

Chiamiamo a denunciare con tutta la forza possibile questi fatti, queste azioni fasciste del governo spagnolo, attivando lì dove sia possibile la solidarietà internazionalista con Euskal Herria, per rompere poco a poco questo velo di silenzio e inerzia che i mass media e i loro alleati del sistema neo-liberale hanno steso in Europa e nel mondo, riguardo la realtà di sfruttamento e lotta che si sviluppa in Euskal Herria.

EUTSI GOIARI!!! EUSKAL HERRIA AURRERA!!!

Ai membri di Amici del Paese Basco – Euskal Herriaren Lagunak Bologna

Negare il dialogo e la democrazia

14/10/2009
analisi di Giovanni Giacopuzzi, storico e scrittore

La conquista della ‘democrazia’ pare essere una questione solo militare per il governo Zapatero. Su due quadranti paralleli, ieri, il presidente spagnolo incontrava Obama assicurando l’aumento di truppe in Afghanistan, mentre il giudice superstar Baltazar Garzon ordinava l’arresto di esponenti della sinistra indipendentista basca. Più soldati, più repressione. L’idea che il dialogo sia possibile solo se significhi la sconfitta del “nemico” sembra essere alla base di questa idea organica della democrazia. Gli arresti di ieri, come riconosce la stessa stampa spagnola, mirano a togliere di mezzo la possibilità di un progetto politico della sinistra basca per la costituzione di un movimento politico indipendentista, progressista, attraverso un processo democratico. Nelle parole scritte da diversi quotidiani, nelle parole del ministero dell’Interno spagnolo, c’è una stridente coincidenza nel ritenere che la nuova direzione imboccata dagli arrestati fosse quella di un movimento che accantonasse la via armata.

Eppure per Madrid questa ipotesi aprirebbe lo scenario ad una prospettiva politica presente nella società basca che metterebbe in discussione non solo l’organizzazione dello stato spagnolo ma i principi politici che lo guidano in campo sociale, economico e internazionale. La sotira degli ultimi cinquant’anni insegna che quando si accennavano ipotesi di soluzione dialogata del conflitto basco spagnolo, da Madrid si rispondeva picche. 1984. Barrionuevo, Ministro degli interni del Governo socialista di Felipe Gonzales, implicato nella guerra paramilitare dei Gal contro l’indipendentismo basco, propone un dialogo con ETA. Pochi mesi dopo, il leader di Herri Batasuna Santi Brouard viene ucciso da un commando paramilitare. 1990. Poche ore prima che Herri Batasuna occupasse, per la prima volta, i seggi ottenuti al Parlamento spagnolo, con l’obiettivo di portare “un messaggio di dialogo”, il neoletto deputato di Herri Batsuna, Josu Muguruza viene ucciso a Madrid da un commando paramilitare. 1996. La proposta denominata alternativa democratica avanzata da ETA per un a soluzione politica del conflitto dove, per la prima volta, ETA riconosce il protagonismo, nel dialogo politico, delle forze politiche e sociali presenti nei Paesi Baschi, viene fatta propria da Herri Batasuna e il Governo Aznar, attraverso il giudice Baltasar Garzon, incrimina la direzione di Herri Batasuna che un anno più tardi verrà condannata a sette anni di carcere. 1998. Quando il dialogo tra le forze politiche sindacali e sociali basche sfocia nella proposta denominata Lizarra-Garazi, nella quale si riafferma che il diritto all’autodeterminazione potrà essere esercitato solo attraverso la libera espressione dei cittadini e cittadine basche, il giudice Garzon dà inizio alla criminalizzazione della sinistra indipendentista basca con la chiusura del quotidiano basco Egin ed in seguito di forze politiche e sociali. 2002. la legge sui partiti illegalizza Batasuna e le succesivve liste elettorali ispirate agli stessi principi politici. Nonostante questo, PSOE e Batasuna mantengono conversazioni segrete che sfocieranno in un accordo preliminare. 2004. Manifestazione di Batasuna nel velodromo di Anoeta, a San Sebastian, per annunciare una proposta di dialogo su due tavoli: ETA e Governo da una parte su smilitarizzazione prigionieri e vittime, e i partiti presenti nei Paesi baschi sulla soluzione politica del conflitto dall’ altra. I giudici spagnoli aprono un procedimento giudiziario nei confronti della direzione di Batasuna. 2006 La conseguenza della proposta di Anoeta porterà alla tregua di ETA nel marzo 2006. Nello stesso momento in cui Zapatero annuncia l’inizio del processo negoziale, il portavoce di Batasuna Arnaldo Otegi viene arrestato. Mesi di incontri sotto l’auspicio di mediatori internazionali non portano ad un’accordo. Governo spagnolo ed ETA si accusano a vicenda di aver rifiutato una soluzione che sembrava a portata di mano. I tentativi di riprendere un processo di dialogo vengono boicottati con l’arresto, tra gli altri, di dirigenti della sinistra indipendentista. Le proposte di riforma dello statuto di autonomia basco e di un referendum consultivo nelle province basche su un processo negoziale vengono proibite dal Governo spagnolo e dalla magistratura.

Il Ministro degli Interni Rubalcaba a cui fa eco il giudice Garzon poche settimane fa dichiarava che se anche Batasuna condannasse le azioni di ETA non sarebbe mai legalizzata. Fino agli ultimi arresti, martedì 13, di dirigenti della sinistra indipendentista tra cui Arnaldo Otegi, l’ex segretario del sindacato LAB. Il cerchio, per ora, si chiude. Chi vuole la pace?

Giovanni Giacopuzzi

http://it.peacereporter.net/articolo/18352/Negare+il+dialogo+e+la+democrazia

SPAGNA: ARRESTATO PRESUNTO MEMBRO ETA IN FRANCIA

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7 ore
fa da ASCA

(ASCA-AFP) – Parigi, 15 ott – Un presunto membro del gruppo separatista basco dell’ETA e’ stato arrestato sabato in una citta’ francese vicina al confine franco-spagnolo. L’uomo e’ accusato di terrorismo, possesso di armi e documenti falsi. Lo hanno reso noto le autorita’ di polizia. Il 29enne, ferito ad una mano da un colpo di pistola, si e’ consegnato alle autorita’ francesi.