Madrid. Torturati a processo

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–> 28/05/2009

http://it.peacereporter.net/articolo/16001/Madrid.+Torturati+a+processo

A otto anni dalla detenzione e denuncia di torture il processo contro dodici cittadini baschi accusati di appartenenza a Eta

Torturati fino ad autoincolparsi. Picchiati selvaggiamente, minacciati. Fino a firmare verbali imparati a memoria in cui è scritto che erano collaboratori di Eta, l’organizzazione armata basca. A Madrid è iniziato il processo, finalmente, anche se nel frattempo l’accusa è cambiata, in peggio, fino a prospettare condanne per ‘appartenenza’ a organizzazione terrorista. Tutto si è risolto, per undici del dodici imputati baschi, in pochi minuti: hanno patteggiato condanne non superiori ai due anni.

Dobbiamo risalire all’agosto del 2001 per raccontare di una retata della Guardia Civil: venti arrestati, altri nove che si consegnano spontanemanete al giudice perché sanno di essere ricercati. Quella retata fu il motore del panico generalizzato in Navarra fra i giovani che frequentavano il centro sociale di Gasteiz/Vitoria o gli ambienti della sinistra basca. Perchè gli arrestati, nelle dichiarazioni estorte con violenza, firmavano accuse contro altri amici e conoscenti in un domino del terrore che durò per tutto un anno. Ci furono casi di persone che denunciarono torture che furono scarcerate pochi giorni dopo le violenze, senza dover passare nemmeno per un’aula di tribunale.

Fra i detenuti c’erano anche Unai Romano, operaio metalmeccanico, passato alle cronache per una foto: quella della sua faccia sfigurata, gonfia, gli occhi pesti, neri. Irriconoscibile. E Susana Etxerandio, antropologa, che soffrì torture e umiliazioni, anche di carattere sessuale.
Citiamo loro, oltre agli altri dieci che li accompagnano, perché le loro teastimonianze appaiono nel video che presentiamo. E’ un estratto del documentario Cronache basche, realizzato da Matteo Scanni e da chi scrive, vincitore del primo premio Baldoni del 2007.
Insieme a Unai Romano e Susana Etxerandio c’è anche la testimonianza del direttore del quotidiano Berria, anch’egli torturato.

Le denuncie per tortura non hanno vita lunga fino a oggi nello Stato spagnolo. Anche in questo caso nessuna di quelle presentate è riuscita a sortire effetti.
Unai Romano e il suo volto, guardatelo, parlano da soli. Unai è stato incriminato ulteriormente, proprio perché ha sporto denuncia per le percosse ricevute. Ha presentato in ottobre ricorso al Tribunale per i diritti dell’Uomo di Strasburgo.

 

Angelo Miotto

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SPAGNA: ETA, ABBIAMO TENTATO DI UCCIDERE AZNAR CON DEI MISSILI

Madrid, 25 mag. (Adnkronos/Dpa)- I separatisti baschi dell’Eta sostengono di aver tentato per tre volte di uccidere l’allora primo ministro spagnolo Jose’ Maria Aznar con dei missili. Lo hanno affermato due membri del gruppo terrorista, intervistati oggi dal quotidiano basco Gara, molto vicino ai separatisti.

 

In aprile il ministro spagnolo degli Interni Alfredo Perez Rubacalba aveva smentito notizie apparse sulla stampa sull’esistenza di un piano effettivo dell’Eta per abbattere con dei missili aerei o elicotteri usati dal re o dal primo ministro. Secondo Rubacalba, che si riferiva a missili trovati in Francia nel 2004, non vi era stata "nessuna pianificazione concreta" in proposito.

Secondo i due ‘etarras’ intervistati da Gara e’ invece "vero quanto hanno affermato i periti e gli esperti dell’esercito francese: i missili per abbattere aerei presi all’Eta furono attivati in tre tentativi di attentato contro Jose Maria Aznar", quando era primo ministro (1996-2004). Ma nessuno degli attentati fu realizzato.

 

http://www.libero-news.it/adnkronos/view/125163

Spagna: Eta, nuova strategia

Ai vertici un leader piu’ possibilista su trattative con Madrid

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17 ore
fa da ANSA

Il gruppo armato indipendentista basco Eta adottera’ entro l’estate una ”nuova strategia politico-militare efficace”. Lo hanno affermato, in una intervista, due esponenti dell’organizzazione. Hanno negato contatti con il governo spagnolo, anche se hanno indicato che resta ”aperta la possibilita’ di dialogo e di negoziato”. Ai vertici Eta sarebbe tornato Jose’ Antonio Urrutikoetxea Bengoetxea, ritenuto piu’ possibilista su una eventuale ripresa di trattative con Madrid.

Spagna/ Eta: ci prepariamo a nuova campagna di attentati

Intervista a Gara di due membri Eta incappucciati

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1 ora
fa da APCOM

L’Eta si prepara ad una nuova ed "efficace" lotta armata che avrà inizio dopo un periodo "di riflessione" che terminerà "prima dell’estate": questo l’avvertimento lanciato da due membri dell’organizzazione terroristica basca in un’intervista concessa al giornale indipendentista basco "Gara" e ripresa dal quotidiano spagnolo "El Mundo". "In quanto organizzazione armata, avere una strategia efficace diventa un obiettivo di riflessione", hanno dichiarato i due ‘etarras", identificati con i nomi di "Gaueko" e "Argi" a nome dell’organizzazione. "A questo riguardo, prima dell’estate, chiuderemo un processo di riflessione il cui obiettivo è quello di mettere a punto una strategia di lotta armata efficace", hanno spiegato i due incappucciati a Gara, giornale spesso utilizzato dall’Eta per pubblicare i suoi comunicati. L’Eta ha poi mostrato di essere preoccupata non dal fatto che il Pnv (Partito nazionalista basco) abbia perso il potere nei Paesi baschi ma perché sono finiti "nelle mani dell’alleanza fascista spagnola", con riferimento alla formazione del governo di Paxti Lopez con l’appoggio del conservatore Partido popular. La situazione politica basca è "molto inquietante, non solamente perché il Pnv ha perso il potere, ma perché questo potere è nelle mani dell”alleanza fascista spagnola’", hanno detto "Gaueko" e "Argi" a Gara. Due settimane fa, ha assunto la guida del governo regionale basco Paxti Lopez, capo regionale del Partito socialista e primo non nazionalista ad occupare questa carica. A differenza del suo predecessore, Juan Jose Ibarretxe, del Pnv, Lopez respinge qualsiasi negoziato con l’Eta. I due militanti hanno anche condannato la cooperazione fra la polizia di Francia e Spagna nella lotta contro l’Eta che ha portato negli ultimi mesi all’arresto di numerosi dirigenti dell’organizzazione. L’Eta, considerata una organizzazione terrorista da Ue e Stati Uniti, è ritenuta responsabile di 825 omicidi in più di 40 anni di violenze per la indipendenza dei Paesi Baschi. L’organizzazione ha ripreso i suoi attentati a metà 2007 dopo una tregua di 15 mesi e il fallimento di negoziati con il governo socialista di Jose Luis Rodriguez Zapatero.

Spagna/ Europee, riammessa lista sospettata di legami con l'Eta

Il capolista è il noto drammaturgo Alfonso Sastre

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2 giorni
fa da APCOM

Roma, 22 mag. (Apcom) – La Corte costituzionale spagnola ha deciso di riammettere alle elezioni europee una lista sospettata di connivenza con il gruppo terroristico separatista basco Eta e il suo braccio politico già messo fuori legge dal 2003, Batasuna. Iniciativa Internacionalista-Solidaridad entre los Pueblos (Iisp), il cui capolista è il noto drammaturgo madrileno Alfonso Sastre, era stata proibita Tribunale Supremo, ma la Corte, per la prima volta, ha capovolto la sentenza per "insufficienza di prove".

Già in passato Sastre – incarcerato per alcuni mesi alla fine della dittatura franchista a causa della sua opposizione al regime e alla vicinanza all’Eta – ha collaborato con numerosi gruppi politici della sinistra indipendentista radicale basca (la c.d. ‘izquierda abertzale’). La Corte Costituzionale però, ha tenuto in conto l’obiezione di Sastre secondo cui quest’ultimo "non ha mai utilizzato mezzi che non siano strettamente politici per raggiungere i suoi obiettivi programmatici, essendo l’uso della violenza completamente alieno alla sua forma di azione cultura politica".

Primo sciopero nei paesi baschi dopo il cambio di governo

Sono passate appena due settimane dal suo insediamento, e il nuovo governo basco si trova ad affrontare le prime manifestazioni: indetto da due sindacati nazionalisti, lo sciopero generale ha avuto una partecipazione inferiore al 20%, ma è stato un successo per le sigle sindacali protagoniste. I grandi sindacati spagnoli non hanno aderito.

La manifestazione, che ha avuto momenti di tensione culminati in nove fermi ma nessun episodio di violenza significativa, era stata ufficialmente organizzata contro la crisi e la perdita di posti di lavoro.

Ma per il nuovo Lehendakari, il socialista Patxi Lopez (primo capo non nazionalista di un governo autonomo basco) la protesta era prima di tutto politica: “Non è uno sciopero motivato da ragioni sociali o economiche, perché i lavoratori baschi non sono stati privati di alcun diritto, è uno sciopero politico”, lamenta Lopez.

I sindacati, Lab ed Ela, sottolineano che la protesta era stata organizzata sin da marzo, quando Lopez non era ancora alla guida del governo. Il passaggio di poteri per l’esecutivo è avvenuto, in effetti, solo due settimane fa, quando il nazionalista Ibarretxe ha passato le consegne al nuovo Lehendakari.

http://it.euronews.net/2009/05/21/primo-sciopero-nei-paesi-baschi-dopo-il-cambio-di-governo/

Europee: Madrid proibisce Iniziativa Internazionalista. “E’ al servizio dei terroristi”… – 16/05/09

zapaterodi Marco Santopadre – da Radio Città Aperta

Anche alle prossime europee la sinistra indipendentista basca non potrà partecipare.

zapateroAlle 3 di questa notte la maggioranza dei giudici che formano il Tribunale Supremo di Madrid, con il voto favorevole di 11 toghe su un totale di 16, ha deciso che la lista venga proibita perché rappresenterebbe un tentativo di continuare sotto altre forme l’attività politica di Batasuna, partito sciolto nel 2003 perchè considerato di natura terroristica. Giovedì scorso l’avvocato dello Stato Joaquín de Fuentes Bardají aveva chiesto ai tribunali di bloccare "l’uso della lista come strumento di successione di Batasuna. (…) La partecipazione alla campagna elettorale di una lista che agisce al servizio di una organizzazione terrorista rappresenta un attacco allo stesso sistema democratico che non può essere accettato", recitava la richiesta prontamente accolta. Poco importa che la lista “Iniziativa Internazionalista – Solidarietà tra i popoli” sia formata da esponenti non delle forze indipendentiste basche, ma esclusivamente da attivisti, dirigenti ed ex eletti di formazioni della sinistra marxista e progressista di tutte le regioni e le nazioni della Spagna: dal capolista Alfonso Sastre, madrileno, drammaturgo e scrittore di fama internazionale; ad Angeles Maestro, leader dell’organizzazione comunista spagnola ‘Corrente Rossa’ ed ex deputata di Izquierda Unida alle Cortes; l’avvocato Doris Benegas, dirigente di ‘Sinistra Castigliana’, oppure una decina tra eletti e sindaci di Izquierda Unida in Andalusia.. E poi esponenti di associazioni, forze politiche, sindacati di Galizia, Catalogna, Asturie, Cantabria, Aragona, ed addirittura immigrati.

Tutti accomunati dalla volontà di portare in Europa i valori e i programmi della sinistra basca esclusa dalle istituzioni locali e statali a causa di un sistema legislativo e giuridico varato dall’asse Partito Socialista/Partito Popolare che contro i baschi ha istituito un vero e proprio sistema di apartheid. Per questo era nata Iniziativa Internazionalista, che da un mese sta presentando i suoi programmi e i suoi candidati non solo nelle città e nei quartieri del Paese Basco, ma anche a Barcellona e Madrid, Santiago e Siviglia, Valladolid e Saragozza, risvegliando attivisti ed elettori che da anni avevano rinunciato a votare, per la mancanza di una sinistra radicale e non omologata, o comunque non annichilita. Basta vedere la parabola elettorale di Izquierda Unida negli ultimi anni, ormai ridotta al lumicino ed abbandonata da buona parte del suo elettorato, per comprendere di cosa si parla. Nel programma elettorale della lista appena esclusa si può leggere una dura critica al tentativo del governo spagnolo e di quelli europei di far pagare ai lavoratori e alle classi popolari le conseguenze della crisi capitalistica più grave negli ultimi 80 anni; ci si schiera contro il Piano Bologna che la Commissione Europea attua contro le scuole e le università pubbliche, contro la Bolkenstein che privatizza i servizi pubblici a scapito dei lavoratori e degli utenti; si denuncia il razzismo e la discriminazione operata contro i migranti dalle varie istituzioni comunitarie; si chiede una rottura netta in Spagna con le culture, le politiche e le istituzioni ereditate dal regime fascista di Franco, che solo la morte nel suo letto dell’anziano dittatore tradusse in forme più moderne ed apparentemente democratiche ma conservandone nel fondo le aspirazioni e gli obiettivi di una elite politica, economica e religiosa mai rimossa dal potere. Un’accusa che a molti sembrerà esagerata, ma che la decisione del tribunale di Madrid non fa che confermare per l’ennesima volta in una Europa sorda e cieca di fronte alla continua e patente violazione di tutti i principi democratici formalmente garantiti in ogni paese e dalle leggi comunitarie.
Sastre ha immediatamente avviato una campagna di raccolta di firme a livello internazionale a sostegno della lista e del suo diritto a concorrere alle Europee. Angeles Maestro ha annunciato alla stampa che la lista farà ricorso al Tribunale Costituzionale per rigettare la assurda esclusione dalla competizione elettorale, ma le speranze che il massimo organo legislativo spagnolo smentisca il Supremo sono praticamente nulle. Un No al Supremo contraddirebbe un’impalcatura politica, ideologica e legale costruita negli ultimi dieci anni in base al teorema secondo il quale il compito dello Stato e dei suoi organi non è reprimere chi commette un delitto o compie atti illegali, ma semplicemente evitare con qualsiasi mezzo che un’opzione politica e sociale, quella rappresentata da Batasuna e da una miriade di organizzazioni popolari, associative e culturali, possa essere democraticamente rappresentata nel dibattito politico e nelle istituzioni.
Ma la assurdità dei principi contenuti nella Legge dei Partiti questa volta segna un inaudito salto di qualità nella violazione dei diritti democratici all’interno dello Stato Spagnolo e dell’Europa: priva del diritto all’elettorato attivo e passivo non solo un 15% degli abitanti delle regioni basche, ma anche di decine, forse centinaia di migliaia di persone in tutti i territori dello Stato. La già aberrante equiparazione tra l’attività armata e clandestina dell’ETA e quella politica e istituzionale pluridecennale di Batasuna è ampiamente superata; oggi ad essere proibite e messe fuori legge sono direttamente le idee, le aspirazioni, i programmi e gli obiettivi della sinistra alternativa e popolare basca. Ma anche spagnola, ed europea. Ma le varie organizzazioni della sinistra europea non si sono ancora mobilitate o quantomeno espresse a difesa dei colleghi spagnoli. Niente di nuovo sul fronte occidentale…

http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=9146