Gb apre inchiesta su torture a detenuti irlandesi negli anni 70

 
Gb apre inchiesta su torture a detenuti irlandesi negli anni 70

Roma, 22 dic (Velino) – Emergono inquietanti verità sul comportamento dei soldati inglesi in Irlanda del Nord negli anni Settanta. Dopo una sentenza che lo aveva condannato all’impiccagione ricevuta nel 1973, poi commutata in ergastolo, e 17 anni passati dietro le sbarre, si riapre il caso di Liam Holden, ritenuto colpevole di aver ucciso un soldato sulla base di una confessione non firmata. La giuria, allora, non credette alle parole di Holden, che sostenne di aver confessato solo dopo che i soldati avevano praticato su di lui la tecnica del ‘waterboarding’, l’annegamento simulato, diventata tristemente nota dopo le ammissioni dei dirigenti della Cia sul trattamento dei detenuti di Guantanamo. La Criminal Cases Review Commission (Ccrc) ha ora rispedito il caso di Holden alla Corte d’appello.


La commissione ritiene infatti di possedere nuove prove sul caso. Inoltre, i suoi membri si sono detti assai dubbiosi “sull’affidabilità e l’ammissibilità della confessione”. “Ho parlato quando mi hanno messo un panno sulla faccia e mi hanno versato acqua attraverso bocca e naso dandomi l’impressione di annegare”, ha spiegato Holden. Il cui caso diventa molto più credibile in quanto gli avvocati hanno identificato un altro detenuto che ha rivelato di aver subito lo stesso trattamento. Quest’uomo, di cui non sono note le generalità, avrebbe riferito a un medico nell’aprile 1978 che i soldati inglesi del Royal Ulster Constabulary gli avrebbero versato grandi quantità di acqua attraverso naso e bocca con un asciugamano posto sulla testa. Un racconto dunque del tutto coincidente con quello di Holden e al quale l’ex detenuto ha aggiunto: “Era davvero terrorizzante e fu ripetuto molte volte”. Da notare che l’uomo sottoposto a questa tortura fu alla fine rilasciato senza alcuna accusa. La Ccrc afferma infine di avere la testimonianza di un terzo uomo che sostiene di aver subito il waterboarding nei primi anni Settanta. Il Guardian segnala anche che questi tre casi sono avvenuti tutti dopo il marzo 1972, data in cui l’allora primo ministro Ted Heath mise al bando cinque altri metodi di tortura successivamente condannati dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in quanto disumani e degradanti: l’incappucciamento, la fame, la privazione del sonno, i rumori eccessivi e costringere i detenuti a restare a lungo in posizioni molto stressanti.

Holden aveva 19 anni quando fu catturato a Belfast nell’ottobre 1972 per l’uccisione di Frank Bell, il centesimo soldato inglese morto in Irlanda del nord quell’anno. A nulla è servito l’alibi da lui fornito, secondo cui, al momento della morte di Bell, giocava a carte col fratello e altri due amici in un posto pubblico. Holden, tra l’altro, ha raccontato di essere stato portato dai militari inglesi in una base di Black Mountain, a ovest di Belfast, dove sarebbe stato picchiato, ustionato con cicche di sigaretta, incappucciato e minacciato di morte. Pur non avendo mai parlato di ‘waterboarding’ usando questo termine, l’accusato, secondo quanto riferì il Belfast Telegraph del giorno dopo, disse chiaramente alla giuria di essere stato inserito in una cabina dove sei uomini gli avrebbero messo un asciugamani in testa per poi versargli acqua attraverso il naso e la bocca. “Sono quasi svenuto”, avrebbe detto Holden secondo il giornale. “Stavo annegando, non riuscivo a respirare. È andata avanti per un minuto”. Poco dopo, avrebbe aggiunto, il trattamento sarebbe stato ripetuto.

Alla stessa corte, un sergente del Reggimento paracadutisti dell’esercito britannico avrebbe invece assicurato che la confessione di Holden sarebbe stata rilasciata in seguito a un normale interrogatorio. Il ministero della Difesa rifiutò di confermare o smentire l’ipotesi che i soldati britannici avessero ricevuto l’ordine di utilizzare la tecnica dell’annegamento simulato per “ragioni di sicurezza operativa”. Tuttavia, sono numerose le testimonianze di prigionieri irlandesi che sostengono di aver subito questa tortura. E alcuni ufficiali inglesi hanno raccontato al Guardian di aver subito la stessa tecnica durante il loro addestramento. Circostanza confermata nel 2005 da Rod Richard, ministro dell’ormai disciolto ufficio gallese, che ha confessato a sua volta di aver subito questo trattamento come parte del proprio apprendistato nelle tecniche di contro-interrogatorio. Ce n’è dunque abbastanza per favorire l’apertura di un’indagine seria su questi fatti. E per Holden, rilasciato nel 1989, potrebbe profilarsi un cospicuo risarcimento.
 
 
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