Negare il dialogo e la democrazia

14/10/2009
analisi di Giovanni Giacopuzzi, storico e scrittore

La conquista della ‘democrazia’ pare essere una questione solo militare per il governo Zapatero. Su due quadranti paralleli, ieri, il presidente spagnolo incontrava Obama assicurando l’aumento di truppe in Afghanistan, mentre il giudice superstar Baltazar Garzon ordinava l’arresto di esponenti della sinistra indipendentista basca. Più soldati, più repressione. L’idea che il dialogo sia possibile solo se significhi la sconfitta del “nemico” sembra essere alla base di questa idea organica della democrazia. Gli arresti di ieri, come riconosce la stessa stampa spagnola, mirano a togliere di mezzo la possibilità di un progetto politico della sinistra basca per la costituzione di un movimento politico indipendentista, progressista, attraverso un processo democratico. Nelle parole scritte da diversi quotidiani, nelle parole del ministero dell’Interno spagnolo, c’è una stridente coincidenza nel ritenere che la nuova direzione imboccata dagli arrestati fosse quella di un movimento che accantonasse la via armata.

Eppure per Madrid questa ipotesi aprirebbe lo scenario ad una prospettiva politica presente nella società basca che metterebbe in discussione non solo l’organizzazione dello stato spagnolo ma i principi politici che lo guidano in campo sociale, economico e internazionale. La sotira degli ultimi cinquant’anni insegna che quando si accennavano ipotesi di soluzione dialogata del conflitto basco spagnolo, da Madrid si rispondeva picche. 1984. Barrionuevo, Ministro degli interni del Governo socialista di Felipe Gonzales, implicato nella guerra paramilitare dei Gal contro l’indipendentismo basco, propone un dialogo con ETA. Pochi mesi dopo, il leader di Herri Batasuna Santi Brouard viene ucciso da un commando paramilitare. 1990. Poche ore prima che Herri Batasuna occupasse, per la prima volta, i seggi ottenuti al Parlamento spagnolo, con l’obiettivo di portare “un messaggio di dialogo”, il neoletto deputato di Herri Batsuna, Josu Muguruza viene ucciso a Madrid da un commando paramilitare. 1996. La proposta denominata alternativa democratica avanzata da ETA per un a soluzione politica del conflitto dove, per la prima volta, ETA riconosce il protagonismo, nel dialogo politico, delle forze politiche e sociali presenti nei Paesi Baschi, viene fatta propria da Herri Batasuna e il Governo Aznar, attraverso il giudice Baltasar Garzon, incrimina la direzione di Herri Batasuna che un anno più tardi verrà condannata a sette anni di carcere. 1998. Quando il dialogo tra le forze politiche sindacali e sociali basche sfocia nella proposta denominata Lizarra-Garazi, nella quale si riafferma che il diritto all’autodeterminazione potrà essere esercitato solo attraverso la libera espressione dei cittadini e cittadine basche, il giudice Garzon dà inizio alla criminalizzazione della sinistra indipendentista basca con la chiusura del quotidiano basco Egin ed in seguito di forze politiche e sociali. 2002. la legge sui partiti illegalizza Batasuna e le succesivve liste elettorali ispirate agli stessi principi politici. Nonostante questo, PSOE e Batasuna mantengono conversazioni segrete che sfocieranno in un accordo preliminare. 2004. Manifestazione di Batasuna nel velodromo di Anoeta, a San Sebastian, per annunciare una proposta di dialogo su due tavoli: ETA e Governo da una parte su smilitarizzazione prigionieri e vittime, e i partiti presenti nei Paesi baschi sulla soluzione politica del conflitto dall’ altra. I giudici spagnoli aprono un procedimento giudiziario nei confronti della direzione di Batasuna. 2006 La conseguenza della proposta di Anoeta porterà alla tregua di ETA nel marzo 2006. Nello stesso momento in cui Zapatero annuncia l’inizio del processo negoziale, il portavoce di Batasuna Arnaldo Otegi viene arrestato. Mesi di incontri sotto l’auspicio di mediatori internazionali non portano ad un’accordo. Governo spagnolo ed ETA si accusano a vicenda di aver rifiutato una soluzione che sembrava a portata di mano. I tentativi di riprendere un processo di dialogo vengono boicottati con l’arresto, tra gli altri, di dirigenti della sinistra indipendentista. Le proposte di riforma dello statuto di autonomia basco e di un referendum consultivo nelle province basche su un processo negoziale vengono proibite dal Governo spagnolo e dalla magistratura.

Il Ministro degli Interni Rubalcaba a cui fa eco il giudice Garzon poche settimane fa dichiarava che se anche Batasuna condannasse le azioni di ETA non sarebbe mai legalizzata. Fino agli ultimi arresti, martedì 13, di dirigenti della sinistra indipendentista tra cui Arnaldo Otegi, l’ex segretario del sindacato LAB. Il cerchio, per ora, si chiude. Chi vuole la pace?

Giovanni Giacopuzzi

http://it.peacereporter.net/articolo/18352/Negare+il+dialogo+e+la+democrazia

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