Paesi baschi: Arnaldo Otegi e altri indipendentisti arrestati con l'accusa di riorganizzare Batasuna

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fa da PEACE REPORTER

L’operazione è stata istruita da Baltasar Garzon. Arrestato anche Rafa Diez Usabiaga, leader del sindacato Lab – L’operazione è scattata alle 18.30 di martedì. Voluta e istruita dal giudice Baltasar Garzon, che ha inviato la polizia spagnola nei Paesi baschi per arrestare quella che secondo le veline distribuite alla stampa con operazione ancora in corso, sarebbe la nuova direzione della nuova Batasuna. In manette sono finiti Arnaldo Otegi, il principale interlocutore delll’ultimo processo di pace, Rafa Díez, importante dirigente del sindacato Lab, Rufi Etxeberria (scarcerato per decorrenza dei termini di carcere preventivo solo dieci giorni fa dopo due anni in attesa di un’udienza), Sonia Jacinto, Arkaitz Rodríguez, Amaia Esnal y Txelui Moreno. Fra gli arrestati c’è anche Mañel Serra e Miren Zabaleta. Le accuse, sempre secondo le rivlazioni di stampa, sarebbero sempre le stesse: costituzione della direzione di un movimento che agisce agli ordini di Eta. E’ il cavallo di battaglia di Garzon, che dal 1998 ha riempito le carceri con decine e decine di indipendenstisti baschi che non si sono macchiati di nessun tipo di reato, per un teorema che vuole ‘di Eta’ tutto ciò che politicamente rivendica gli stessi obbiettivi: socialismo e indipendenza. Il movimento Herri batasuna, e tutte le sigle che sono succedute fino a Batasuna, è stato dichiarato illegale nel 2003, grazie a una legge firmata da socialisti e popolari. Batasuna, nell’illegalità, è riuscita a dare vita all’ultima proposta di pace, quella di Anoeta, che portò a un processo di pace. Per quella proposta nei giorni scorsi era stato chiesto carcere proprio per Arnaldo Otegi, che aveva trattato direttamente con gli emissari del governo Zapatero fino al fallimento delle trattative. Negli ultimi mesi lo stesso Otegiaveva ribadito in numerose interviste che la proposta di pace rimaneva sul tavolo e tutto lasciava supporre che a breve vi potesse essere un nuovo progetto di soluzione politica da lanciare pubblicamente. Martedì sera, però, è arrivata l’operazione ordinata dal giudice Garzon. In undici anni il teroema politico giudiziario ha portato alla chiusura di giornali, riviste, una radio, associazioni giovanili, criminalizzazione di associazioni per la lingua basca, fondazioni di disobbedienza civile, interi consigli di amministrazione di realtà editoriali, associazione di supporto ai prigionieri politici e ai loro familiari. 
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