" IRRINTZI, SORELLA MINORE DELL' ETA "

 EDITORIALE PUBBLICATO DA " TROUW ".
Di redazione (del 13/09/2009 @ 09:00:00, in Stampa Internazionale, linkato 26 volte)

"Il Paese basco grida la sua autodeterminazione". Manifesto nazionalista su un muro di Bilbao (Paese basco spagnolol). Foto: Metro Centric / Flickr

Il paese basco francese non è risparmiato dagli attentati dei nazionalisti, ma questi, a differenza dei loro colleghi spagnoli, preferiscono attaccare l’industria del turismo – considerata una minaccia per la cultura basca – piuttosto che i simboli dello Stato.

Nel suo ufficio, Arnauld d’Arcanques indica su un’enorme carta una per una le buche del campo da golf che sono state distrutte. "Per fortuna i danni erano meno gravi del previsto. Siamo riusciti a sistemare le buche abbastanza facilmente senza chiudere neanche un giorno". D’Arcanques è il responsabile di un campo da golf ad Arcanques, un piccolo villaggio a dieci chilometri dalla famosa stazione balneare di Biarritz.

Quindici anni fa la sua famiglia ha creato un campo da golf nel castello dove abita da più di nove secoli.All’inizio dell’estate degli sconosciuti hanno distrutto parte dei green. Altri tre campi da golf hanno subito la stessa sorte. All’inizio di agosto gli attacchi sono stati rivendicati dal movimento separatista basco Irrintzi, un movimento vicino all’Eta. Per spiegare quello che vogliono dire con lo slogan "il Paese basco non è in vendita", questi terroristi definiscono i campi da golf una "minaccia per l’identità basca".

L’invasione degli inglesi

Secondo d’Arcanques si tratta di un piccolo gruppo al quale la maggioranza dei baschi è ostile. "Qui viviamo di turismo, perché allora cacciare i turisti?" Per i membri di Irrintzi gli stranieri, in particolare quelli che provengono dal Regno Unito, in forte aumento dopo l’apertura di una linea low cost, costituiscono una minaccia. L’organizzazione terroristica parla di "invasione" o addirittura di "colonizzazione". Questo spiega perché gli attentati compiuti dai nazionalisti baschi francesi, al contrario dell’Eta in Spagna, sono diretti non solo contro chi si oppone all’indipendenza basca, ma anche contro l’industria del turismo.

Anche diverse seconde case e agenzie immobiliari sono state colpite, e all’inizio dell’anno dei turisti inglesi hanno ricevuto il consiglio di non comprare una seconda casa nel Paese basco. Ma è proprio questo il progetto di Mark Bridges, 46 anni, dirigente commerciale a Manchester: "Qui è così bello, e il tempo è splendido". L’inglese disapprova gli attentati di Irrintzi, anche se capisce "in parte" il loro malcontento: "I prezzi delle case crescono in modo vertiginoso, e questo provoca un sentimento di impotenza e di frustrazione".

Il francese, un altro nemico

Jolen (19 anni), un giovane basco che preferisce non dire il suo cognome, afferma che in estate gli affitti possono quadruplicare. "Abito ancora con i miei genitori, ma i miei amici che abitano da soli non ce la fanno", afferma Jolen, che fa uno stage presso Xiberoko Botza, una stazione radio in basco nella piccola città di Mauléon, in parte finanziata dalle autorità francesi. Qui gli attentati di Irrintzi sono visti in un altro modo: "Tutto dipende dal punto di vista che si adotta", afferma Joznes Etxebarria, 28 anni, giornalista di Xiberoko Botza: "Non li considero terroristi, ma combattenti armati. Personalmente sono contrario alla violenza, ma non mi sento di condannarli perché in fin dei conti ci battiamo per la stessa causa: un paese basco indipendente".

Per Etxebarria il grande nemico non è il turismo, ma la lingua francese. Invece di salvare la lingua e la cultura basca, i progetti per aiutarla finiscono per avere l’effetto contrario. "Lo Stato dà molti soldi, ma la cultura basca è tipicamente popolare. E quando si cerca di mantenerla in vita artificialmente si finisce per farla diventare un elemento folcloristico". Tuttavia Etxebarria confessa che sono rimasti pochi giovani disposti a imparare il basco. "Tutto ciò è molto triste, soprattutto oggi che abbiamo finalmente dei mezzi a disposizione". ( Fonte: internazionale.it)

Autore: Marijn Kruk

http://www.finanzainchiaro.it/dblog/articolo.asp?articolo=5221

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