Roma, giovani attivisti baschi si incatenano all'Ambasciata spagnola. Liberati i 15 fermati

tratto da: http://www.radiocittaperta.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1466&Itemid=9

Marco Santopadre, Radio Città Aperta
Una delle ragazze incatenate all'Ambasciata spagnola a RomaSono stati tutti liberati nel primo pomeriggio gli attivisti baschi e quelli italiani che avevano inscenato un vero e proprio blitz per chiedere che i governi spagnoli e francesi dicano la verità sulla sparizione, ormai parecchie settimane fa, del militante indipendentista basco Jon Anza.

Galleria fotografica: http://www.gaztesarea.net/info/galeria.php?galeria=14789&id=14789

30-05-2009/12.00 — Questa mattina alle 11.30 un gruppo di attivisti baschi ha messo in atto una protesta simbolica nei confronti della rappresentanza diplomatica spagnola a Roma. Due ragazze e un ragazzo tra i 20 e i 24 anni sono riusciti a incatenarsi alle grate delle finestre dell’Ambasciata in piazza di Spagna, mentre un’altra decina esponevano cartelli e striscioni per denunciare la messa fuori legge, la criminalizzazione e la persecuzione nei confronti di numerose organizzazioni giovanili della sinistra indipendentista basca che dura ormai da dieci anni. Gli attivisti e alcuni Erasmus presenti in piazza di Spagna – ed anche alcuni turisti presenti per caso nella centrale piazza romana – hanno cominciato a gridare slogan – "Spagna fascista stato terrorista", "Paesi Baschi liberi", "Indipendenza" – mentre numerosi agenti di polizia già presenti sul posto ed altri accorsi appena dopo l’inizio del blitz hanno prima cercato di impedire ai ragazzi di incatenarsi e poi hanno strappato cartelli e striscioni. Alcuni portavano magliette rosse con su scritto "Independentzia" e sulla faccia sono riusciti a tenere per alcuni minuti una maschera bianca, a significare la maniera indiscriminata con la quale gli apparati repressivi perseguitano con denunce, arresti, processi e multe migliaia di giovani baschi, sia in Spagna che in Francia, la cui unica colpa è quella di difendere la propria identità e i valori politici della sinistra e del socialismo.Mentre venivano identificati numerosi presenti e gli attivisti incatenati continuavano a gridare slogan intorno alle 11.50 sono stati caricati sui mezzi della polizia e potati al commissariato Trevi insieme a numerosi attivisti italiani dei centri sociali romani e delle reti di solidarietà con il popolo basco. Al momento i fermati sono 15, tra attivisti della gioventù basca indipendentista, militanti dei centri sociali ed Erasmus.

Un addetto alla sicurezza dell'ambasciata strappa di mano uno striscione ad una attivista bascaGli attivisti denunciano il clima di repressione  nello stato spagnolo, soprattutto contro le forze politiche dei Paesi Baschi più volte messe fuorilegge, contro gli arresti di massa e chiedono l’amnistia per i prigionieri politici. Proprio in questi giorni il governo di Madrid è stato costretto dalla magistratura e da una campagna internazionale a riammettere alle elezioni europee la lista "Iniziativa Internazionalista" guidata dal famoso scrittore Alfonso Sastre che era stata precedentemente illegalizzata. Sempre in questi giorni sta circolando un video che denuncia l’uso sistematico della tortura in Spagna contro gli attivisti baschi sospettati o meno di essere militanti dell’ETA, l’organizzazione armata indipendentista.

Di seguito alcune foto sul blitz di questa mattina:
http://www.eidonpress.com/index.php?url=zoom.php&id=290466

Sul contenuto della protesta alleghiamo  un comunicato bilingue che ci è stato fatto pervenire dagli organizzatori della protesta:

 

ULTIMA TAPPA DELLA CAMPAGNA PER UNA EUROPA GIOVANE E RIBELLE

 

Siamo i rappresentanti della gioventù indipendentista di un paese d’ Europa, Euskal Herria. Il nostro paese non compare nelle mappe perché gli Stati francese e spagnolo negano la sua esistenza. Questo è possibile, tra le altre cose, perché i popoli ancora senza stato sono sottomessi ad una Europa liberale, guidata dal capitale e dai suoi interessi.

Vi presentiamo i dati repressivi dell’anno 2008 per i 3 milioni di abitanti che vivono in Euskal Herria:

 

–         764 prigionieri politici (tra loro militanti dell’organizzazione ETA, esponenti della formazione politica Batasuna, giovani dell’organizzazione giovanile Segi, persone di differenti ambiti sociali, come giornalisti, membri di associazioni culturali ecc)

–         390 arresti

–         62 torturati, tra loro 6 sono finiti all’ospedale in seguito alle ferite riportate

–         65 manifestazioni politiche interrotte e represse dalla polizia, con più di 100 feriti e 121 arrestati

–         14.000.000 di euro rappresentano il danno causato ai familiari dei prigionieri politici dalla detenzione premeditata di questi ultimi in carceri lontane da Euskal Herria

 

In questi ultimi mesi siamo ritornati all’epoca della “guerra sporca” degli anni ottanta, quando  i militanti indipendentisti venivano sequestrati e assassinati. Per esempio ad aprile è scomparso il militante Jon Anza. Dalle informazioni raccolte emerge che lo Stato spagnolo e lo Stato francese sono i responsabili del suo sequestro.

Zapatero, Sarkozy, dove è Jon?

Dobbiamo ricordare che lo Stato spagnolo ha definito l’organizzazione giovanile di Euskal Herria terrorista, e che la sinistra indipendentista basca vede in modo sistematico ostacolata la sua possibilità di partecipare ad elezioni.

Per fortuna la solidarietà tra i rivoluzionari non manca mai. Abbiamo visto, nel nostro giro per l’ Europa, che abbiamo più amici che nemici.

Nelle prossime elezioni europee, un esempio di questa solidarietà è stato l’aiuto pervenuto al popolo basco da diversi soggetti sociali dello Stato spagnolo e da gente di tutte le parti del mondo, attraverso la partecipazione alla lista “Iniziativa Internazionalista”. E’ stato così possibile il superamento della legge fascista spagnola.

 Lo Stato spagnolo ha cercato di mettere al bando, senza riuscirvi, “Iniziativa Internazionalista”. Iniziativa Internazionalista sarà quindi in Europa una forza rivoluzionaria che crede nella libertà e nella giustizia.  

Nella parte di Euskal Herria che appartiene allo Stato spagnolo c’è l’opportunità di votare Iniziativa

Internazionalista. Invece nella parte francese di Euskal Herria la piattaforma “Euskal herriaren alde” (a favore di Euskal Herria) sostituirà il movimento indipendentista basco.

Con l’azione di oggi ringraziamo la solidarietà tra rivoluzionari e sottolineiamo il carattere terrorista dello Stato spagnolo e francese.

 

Euskal Herria è il paese che lotta per un’ Europa libera e ribelle.

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