Spagna: fischi al re, polemiche

Durante la finale di Coppa del Rey a Valencia

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23 ore
fa da ANSA

Approda in parlamento la vicenda dei fischi rivolti a re Juan Carlos e all’inno nazionale spagnolo da migliaia di tifosi baschi e catalani. La vicenda e’ accaduta mercoledi’ durante la finale di Coppa del Rey a Valencia, seguito dall’oscuramento dell’incidente da parte della Tve, la televisione di stato. Il partito nazionalista basco Pnv ha presentato una mozione di condanna della ”censura” della Tv di stato.
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Spagna;Tve censura fischi a inno nazionale, licenziato dirigente


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1 giorno
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Prima della finale di Coppa del Re fra Barcellona e Athletic

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1 giorno
fa

Censurati i fischi all’inno nazionale, silurato il dirigente dello Sport della tv pubblica… Se la finale di Coppa del Re vede di fronte Barcellona e Athletic Bilbao, non è difficile immaginare che le rispettive tifoserie – decisamente inclini al nazionalismo catalano e basco – non si lascino intimidire dalla presenza in tribuna del monarca. E difatti ieri sera hanno entusiasticamente fischiato l’inno nazionale, eseguito come da protocollo prima dell’inizio della partita. Solo che per un "errore umano" la rete di Stato Tve non ha trasmesso quanto accaduto che all’intervallo, e per giunta senza l’audio dei fischi, ovvero di fatto censurando la protesta. Dopo aver diffuso ieri sera un comunicato di scuse e aver constatato questa mattina la dura reazione della stampa, Tve ha deciso che l’errore umano di cui sopra è da attribuirsi al direttore dei servizi sportivi dell’ente, Julian Reyes; il giornalista è stato licenziato in tronco per aver commesso un "errore gravissimo", contrario alle istruzioni della direzione. Nel momento in cui re Juan Carlos e la regina Sofia hanno fatto il loro ingresso nella tribuna dello stadio valenciano di Mestalla (utilizzato spesso dalla nazionale spagnola) sono infatti iniziati i fischi degli ultrà baschi e catalani. Nello stesso momento Tve ha staccato, trasmettendo invece quanto accadeva di fronte ai maxischermi installati a Barcellona e Bilbao, e qui è rimasta per tutta la durata dell’inno. Nello stesso intervallo di tempo invece la rete regionale catalana era rimasta collegata, ma ha ignorato i fischi limitandosi -eufemisticamente – ad asserire che l’entusiasmo era tale da non lasciar ascoltare l’inno. Solo all’intervallo Tve – che trasmetteva nel resto del Paese – ha ritrasmesso le immagini relative all’inno nazionale: ma senza l’audio dei fischi e con qualcheripresa di tifosi neutrali in atteggiamento rispettoso. Insomma, una censura in piena regola che – forse solo a posteriori – non è piaciuto ai vertici dell’ente. Per la cronaca: ha vinto il Barcellona, che mercoledì 27 sarà a Roma per la finale di Champions League.

Spagna/Martin Amis: grazie Eta,uccise probabile successore Franco

di Apcom
Carrero Blanco fu assassinato nel dicembre del ’73
Madrid, 11 mag. (Apcom) – L’Eta ha aiutato la Spagna a sconfiggere la dittatura, assassinando nel 1973 il probabile successore di Franco: è quanto sostiene il noto scrittore britannico Martin Amis. "L’Eta non offre molte occasioni per farsi ringraziare, ma in questo caso si’", ha dichiarato Amis questo fine settimana nel corso di un festival a Grenada, in Andalusia, facendo riferimento all’omicidio da parte della organizzazione indipendentista basca dell’ammiraglio ed ex capo del governo di Franco, Luis Carrero Blanco. Quest’ultimo fu assassinato nel dicembre 1973 a Madrid da una bomba esplosa al passaggio della sua auto, sei mesi dopo essere stato nominato capo del governo da Franco. L’Eta potrebbe essere ringraziata "per aver ucciso un uomo che avrebbe sostituito Franco", permettendo al Paese di diventare una "monarchia costituzionale" al termine di una transizione democratica avviata dopo la morte del dittatore nel 1975, ha precisato l’autore britannico. Alla scomparsa di Francisco Franco, le redini del Paese furono consegnate al re Juan Carlos, che supervisionò il passaggio dalla dittatura alla democrazia. L’Eta, che figura sulla lista delle organizzazioni terroristiche dell’Unione europea, è ritenuta responsabile della morte di 825 persone in 41 anni di attentati per l’indipendenza dei Paesi baschi. Amis, che è cresciuto in parte in Spagna, ha anche detto che la famiglia reale spagnola è "più normale" di quella britannica, sottolineando che dovrebbe essere "più integrata nella società". In questo senso, il matrimonio del principe Felipe con la giornalista Letizia Ortiz è stata una cosa positiva, ha aggiunto. (con fonte Afp)<!– –>

http://www.wallstreetitalia.com/articolo.asp?art_id=726738

Aup Athletic! Centrata la salvezza!

10-05-2009 – Ore 02:11 // Calcio – Calcio Estero

Al San Mamés di Bilbao l’Athletic batte di misura il Betis grazie alla marcatura, al 29′ della prima frazione, di Ion Velez. I baschi, a più dieci dallo Sporting Gijon terz’ultimo, centrano la salvezza; per i biancoverdi, con solo tre punti di vantaggio sulla zona che scotta, lo spettro della retrocessione è un incubo che rischia di assumere i contorni della realtà.

Matteo Tomaselli
http://www.rsnews.it/fuorionda/?section=interna&id=3104

ps
inserite le date della Semana Grande 2009

Spagna/ Paesi Baschi, socialista Lopez eletto nuovo governatore

Per la prima volta carica non a esponente del Pnv

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11 ore
fa da APCOM

Il socialista Patxi Lopez è stato eletto "lehendakari" (governatore regionale) dei Paesi Baschi: è la prima volta dal ritorno della democrazia in Spagna che la carica non viene ricoperta da un esponente del Partito Nazionalista Basco (Pnv). Come riporta il quotidiano spagnolo El Pais, Lopez ha ricevuto i 25 voti del Pse, i 13 del conservatore Partito Popular e un voto dell’UPyD; il leader del Pnv (partito di maggioranza relativa), Juan José Ibarretxe, ha avuto solo 35 preferenze ed ha annunciato il suo ritiro dalla politica dopo dieci anni alla guida della regione. Lopez si è impegnato innanzi tutto a lavorare "giorno per giorno" per mettere fine all’organizzazione terroristica basca dell’Eta, compito per il quale ha chiesto la collaborazione di tutte le forze politiche della regione.

Spagna/ Domani si insedia primo premier basco non nazionalista

Il socialista Lopez ha prevalso su Ibarretxe con appoggio Pp

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<!– –>Madrid, 4 mag. (Apcom) – I Paesi baschi spagnoli si apprestano a voltare pagina e a porre fine a 30 anni di dominazione del Partito nazionalista basco (Pnv), con l’investitura domani nel Parlamento di Vitoria del primo capo di governo regionale non-nazionalista, il socialista Patxi Lopez. "Sarà una giornata storica con l’investitura del primo presidente di un governo non-nazionalista", commenta Florencio Dominguez, specialista di questioni basche. Con 25 deputati, i socialisti sono arrivati solo in seconda posizione alle elezioni basche del primo marzo, nettamente dietro ai nazionalisti del Pnv (30 deputati), ma l’appoggio esterno del Partito Popolare ha garantito loro la guida della regione. Patxi Lopez ha giurato di sbarrare la strada al nazionalista Juan Jose Ibarretxe che guidava da più di dieci anni il governo di questa regione autonoma e i cui progetti indipendentisti sono stati bloccati per due volte da Madrid. Lopez ha stretto un’alleanza con il terzo partito, il Pp, principale forza d’opposizione a livello nazionale del governo di Jose Luis Rodriguez Zapatero. L’accordo permetterà a Lopez di diventare il primo socialista a guidare una regione insanguinata da più di 40 anni di attentati dell’Eta. "Quello che cambia, al di là della politica che porterà avanti il governo di Patxi Lopez, è l’idea che il potere fino ad oggi nei Paesi baschi fosse patrimonio esclusivo del Pnv", spiega Dominguez, redattore capo dell’agenzia Vasco Press. Dopo aver governato senza soluzione di continuità dall’adozione dell’attuale statuto di autonomia dei Paesi baschi (1979) e aver molto influito sulla vita economica, sociale e culturale delle regione, il Pnv "diventerà un partito come un altro", aggiunge Dominguez. Il voto d’insediamento è previsto domani a inizio serata, dopo i discorsi dei due candidati, Lopez e Ibarretxe, e gli interventi dei gruppi politici. Dopo l’investitura, Lopez presterà giuramento giovedì nella località di Guernica, nel nord del Paese, con una cerimonia tradizionale, e annuncerà la sua squadra composta da socialisti e "indipendenti". (con fonte Afp) <!– –>