Ley de partidos: in Spagna il virus-terrorismo si trasmette per contatto


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di Simone Petrelli

Vicini ai terroristi: così il Tribunal Supremo di Spagna dice no a due partiti sospetti. E sono due liste in meno nelle liste elettorali basche. Accusate di contiguità con il nemico interno. Di essere fiancheggiatori dei fuorilegge del movimento indipendentista Batasuna, quindi connessi con l’Eta, l’organizzazione armata che reclama a gran voce l’autonomia totale della terra basca. I magistrati hanno votato all’unanimità. E dalla notte di domenica 8 febbraio Askatasuna e D3M sono out. La sentenza impedirà loro il libero accesso all’espressione della delega (il voto) per duecentomila persone in una regione, i Paesi Baschi, che sfiora i tre milioni di abitanti.

Le due formazioni si erano presentate per il voto amministrativo che si svolgerà ad inizio marzo. Liste programmaticamente indipendentiste, si sono viste contestare prima dal giudice Garzon, poi dall’avvocatura di Stato l’accusa di costituire appendici di Batasuna. Batasuna stessa è stata dichiarata organo dell’Eta, al termine di un’indagine costruita sfruttando gli appigli di un castello di accuse e prove che non hanno mai, mai condotto ad una sentenza di primo grado. Il caso va ad inserirsi nella scia della serie, infinita, di processi intentati dal “solito” Baltasar Garzon contro la galassia di realtà nazionaliste e indipendentiste.

Così alla fine sono arrivati gli arresti, il carcere, la restrizione della libertà per centinia di persone. E c’è stata la chiusura di giornali sospetti, di radio indagate, di settimanali scomodi, di associazioni accusate di aperta sovversione. Batasuna e gli altri hanno chiuso i battenti, in ottemperanza ad una legge scritta appositamente da socialisti e popolari. Si tratta della Ley de partidos, lo stesso testo ritenuto da buona parte dei giuristi baschi un’aberrazione del diritto di Spagna, un ‘sinsentido juridico’ come dicono loro. E’ una legge in cui c’è qualcosa di pericoloso.

Un principio di ‘contaminazione’, per la precisione: se i candidati di liste hanno avuto contatti o fatto parte della vita politica di formazioni ritenute ‘terroriste’, allora non si possono candidare alle libere e democratiche elezioni. I Paesi Baschi hanno settecento prigionieri politici. Quindi è facile prevedere quanto estesa sia la “contaminazione” contemplata dalla legge. Quante famiglie siano coinvolte, quanti individui siano iscritti ad associazioni per i diritti dei detenuti o per l’amnistia, quanti abbiano firmato impegni programmatici affinchè lo stato di diritto non si allontani dalle carceri.

Stando ai report della Guardia Civil che vengono presentati in aula – con la polizia a fare da perito all’accusa – definiscono contaminato anche il candidato che abbia fatto visita ad un prigioniero politico. E perfino chi sia stato firmatario di una petizione per il rispetto dei diritti politici. Gli avvocati spagnoli non hanno pietà. Ottimi censori, fanno ricorso ad un appiglio ricavato da un messaggio scritto nel ’98 su Zutabe, l’organo di informazione interna Eta. In esso si dice soltanto che per il movimento "è una necessità partecipare alle elezioni".

Questo, secondo i giudici, significa che l’Eta ha intenzione di crearsi una fonte elettorale sfruttando le liste radicali. Eccola la prova. Anche se non compare fra le carte del procedimento. Anche se non è nemmeno provato che chi ha raccolto firme per creare le due liste ora annullate fosse o meno a conoscenza di quel messaggio. Il quotidiano Gara racconta la vicenda del capolista di Askatasuna per Alava. Contaminato perché ha visitato un prigioniero al carcere di Herrera. Anche se tutto questo accadeva nel 1987. C’è chi ha firmato la sua condann perché nel 1988 a Langraiz ha partecipato a una manifestazione di protesta di fronte al penitenziario. Ma nelle aule di Spagna non c’è più tempo per i dibattiti.

Ora forse inizierà la ridda dei ricorsi dell’ultima ora. Che saranno comunque respinti. Per la prima volta i separatisti radicali non avranno candidati da schierare. Anche se scenderanno in campo in casa. Askatasuna e D3M non ci sono più. Sono già precipitati nel limbo. A far compagnia a Batasuna, illegale dal 2003, all’ANV, l’Azione nazionalista basca, al PCTV-EHAK, il Partito comunista delle terre basche. Frattanto, in Campo de las Naciones, zona orientale di Madrid, è saltata in aria un’altra auto. Offrendo al ministro dell’Interno Alfredo Perez Rubalcaba l’assist perfetto per denunciare quella che è stata definita come l’ennesima prevaricazione firmata Eta.

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2 commenti su “Ley de partidos: in Spagna il virus-terrorismo si trasmette per contatto

  1. anonimo ha detto:

    mi pare di capire che come base ci si sia serviti di questo http://it.peacereporter.net/articolo/14140/Pagelle+di+democrazia
    nulla di male, ma è sempre meglio citare le fonti…
    angelo miotto

  2. ilDella ha detto:

    Gentile signor miotto, la ringrazio per la puntualizzazione, ma io ho trovato l’articolo al seguente link:http://www.articolo21.info/466/rubrica/38-ley-de-partidos-in-spagna-il-virusterrorismo-si.html; e la fonte è precisata all’inizio del post. Credo che, nel caso voglia, debba chiedere un chiarimento ai gestori di articolo21.info. Cordiali saluti

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