Spagna/ Fraga(Pp): "Impicchiamo i nazionalisti",e' polemica-focus

L’ex ministro di Franco resuscita fantasmi della dittatura

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fa da APCOM

Madrid, 12 dic. (Apcom) – I nazionalisti baschi, catalani e galiziani? Andrebbero impiccati. Parole di Manuel Fraga, 86 anni, senatore e ‘presidente fondatore’ del Partido popular (Pp), il partito del centrodestra spagnolo che ha governato la Spagna dal 1996 al 2004 con José Maria Aznar. Parole che hanno poco a che fare con il centrodestra europeo e sembrano piuttosto riportare Fraga al suo incancellabile passato di ministro dell’Informazione del dittatore Francisco Franco: cosicché in Spagna è scoppiata la polemica.

Le acque erano già state scaldate sabato scorso dal deputato Joan Tardà di Esquerra Republicana de Catalunya, un partito indipendentista di sinistra, che aveva gridato in un comizio "Morte al Borbone! Viva la Repubblica!". Nonostante le successive precisazioni sul valore ‘storico’ dell’espressione, il deputato aveva ricevuto una pioggia di critiche sia dal Pp che da gran parte del Psoe e un dossier aperto dalla procura catalana.

Così, durante una conferenza di cui era ospite, un giornalista ha chiesto all’ottuagenario fondatore del Pp se non fosse il caso di riformare la costituzione per "pesare" (ponderare) in modo diverso il peso dei nazionalisti ‘periferici’ nel sistema elettorale spagnolo per marginalizzarli. E Fraga, per tutta risposta, se n’è uscito così: "Sì, andrebbero pesati appendendoli da qualche parte". Il grande vecchio del Pp ha poi aggiunto che "i nazionalismi sono il contrario della difesa della Spagna" e ha auspicato la riforma della costituzione per eliminare il termine "nazionalità" attribuito ai diversi popoli che compongono la Spagna e potenziare l’art. 155, che prevede la sospensione di un’autonomia regionale, ma che non è mai stato applicato.

Subito è arrivata una valanga di critiche: la vicepremier Maria Teresa Fernandez de la Vega ha detto che l’affermazione di Fraga "è talmente infelice che si squalifica da sola", mentre il numero tre del Psoe José Blanco, ha detto che "il Senato non dovrebbe più ospitare" il fondatore del Pp, "seduto fianco a fianco con i senatori insultati in questo modo e che sono stati eletti democraticamente dagli spagnoli". Uno dei leader di Convergencia i Uniò (CiU, partito nazionalista moderato catalano), Josep Antoni Duran, ha chiesto al Pp di correggere le parole di Fraga e al senatore di scusarsi. CiU ha anche ricordato che il primo governo di Aznar fu possibile solo grazie all’appoggio e al "senso dello Stato" suo e dei nazionalisti baschi di centro del Partido Nacionalista Vasco (Pnv). Quest’ultimo partito, per bocca della sua esponente Idoia Zenarruzabeitia, ha ironizzato sulle parole di Fraga chiedendosi se si riferisse "anche ai nazionalisti spagnoli".

Ma anche nel Pp l’imbarazzo per le parole del suo padre fondatore è stato considerevole: il presidente Mariano Rajoy ha affermato di non credere che Fraga volesse "impiccare nessuno", e la portavoce alla Camera Soraya Saenz de Santamaria si è prodotta in un funanbolismo interpretativo, sostenendo che Fraga "non si riferiva a persone" ma voleva "pesare" i nazionalisti "come si faceva un tempo, appendendo le cose a una stadera". Perfino il giornale di destra ‘El Mundo’ oggi ha criticato Fraga con un editoriale in cui propone che il Pp lo mandi in pensione: anche se in realtà l’attacco de ‘El Mundo’, che difende e sostiene la corrente più di destra del Partito popular, è strumentale a colpire i centristi del partito.

Il fatto è che in teoria Fraga fa parte della corrente di centro del Pp, ‘padre’ politico del moderato sindaco di Madrid Alberto Ruiz Gallardon, che proprio ieri (appena prima della macabra gaffe) lo aveva elogiato definendolo "stimolo della destra liberale spagnola". L’espressione di Fraga invece riporta il Pp alla sua origine di partito postfranchista, e l’attuale senatore al suo vecchio ruolo di ministro del dittatore: in quelle vesti Fraga favorì alcune riforme centriste del regime ma difese davanti alla stampa le esecuzioni dei dissidenti e negò casi patenti di tortura come quello del comunista Julian Grimau nel 1963.

Le parole di Fraga – come quelle di Tardà – riportano la Spagna al suo passato tragico e mostrano come la morte e l’eliminazione fisica dell’avversario sia ancora invocata dai politici iberici, sia pure metaforicamente, come argomento. Il richiamo alla decenza nelle argomentazioni politiche non è venuto né dai diretti interessati né da alte cariche come i presidenti di Camera e Senato, ma dall’unico deputato di Izquierda Unida (Iu, comunisti), Gaspar Llamazares: ribadendo l’importanza della libertà d’espressione e di evitare censure o punizioni per le manifestazioni del pensiero, Llamazares ha sottolineato come queste "squalificazioni e insulti" dimostrano che "non corrono buoni tempi per la politica". "Mi piacerebbe che cambiassimo il diapason e che come politici contribuissimo alla rigenerazione della politica con le parole", ha aggiunto.

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