Spagna/ Eta, de Juana Chaos si costituirà lunedì in Nordirlanda

Ha trascorso 21 anni in carcere per 25 omicidi

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fa da APCOM

Belfast, 14 nov. (Apcom) – Lo spagnolo José Ignacio de Juana Chaos, ex esponente di spicco dell’Eta, si costituirà lunedì a Belfast. Lo ha confermato il suo avvocato in Irlanda del Nord. L’ex militante si presenterà lunedì mattina in un tribunale di Belfast e garantirà collaborazione piena e totale alle autorità, ha garantito alla stampa il legale nordirlandese dello spagnolo, Kevin Winters.

La polizia nordirlandese (Psni) ha confermato di aver ricevuto un mandato di arresto europeo nei confronti dell’ex detenuto, la cui liberazione in agosto aveva suscitato polemiche e che non si è presentato martedì a una convocazione in Spagna. "La Psni ha ricevuto un mandato di arresto europeo. Il mandato è attualmente in fase di valutazione", ha indicato la polizia senza ulteriori precisazioni.

De Juana Chaos, considerato uno dei membri più cruenti dell’Eta, è scomparso dalla circolazione dopo aver trascorso 21 anni in prigione per 25 omicidi nel quadro di attentati rivendicati dall’Eta. L’ex detenuto doveva rispondere martedì scorso in Spagna alle domande di un magistrato nel quadro di una istruttoria per "apologia di terrorismo" aperta a suo carico, a seguito del suo rilascio del 2 agosto. Il giudice Eloy Velasco, che voleva ascoltarlo nell’ambito di questo dossier, aveva chiesto invano all’Interpol di localizzare l’ex prigioniero basco, che si sospettava risiedesse in Irlanda o in Irlanda del Nord.

De Juana Chaos era stato condannato a oltre 3.000 anni di carcere (una pena limitata nei fatti a 30 anni di reclusione) e aveva beneficiato di sconti di pena, per trascorrere alle fine 21 anni in prigione. Aveva intrapreso due scioperi della fame, nel 2006 e 2007, per protestare contro una condanna supplementare a tre anni di reclusione per aver scritto articoli con toni violenti sul quotidiano indipendentista Gara, mentre era sul punto di essere liberato. Nel marzo 2007, dopo molti mesi di digiuno, il governo socialista gli aveva concesso temporaneamente un regime di semi-libertà per timore che il suo possibile decesso in cella lo avrebbe trasformato in un "martire", decisione duramente contestata dall’opposizione di destra. La sua liberazione definitiva il 2 agosto aveva suscitato l’indignazione delle associazioni delle vittime del terrorismo e le critiche dei conservatori del partito popolare (Pp, destra).

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