Spagna/ Scuole nel mirino Eta, ma vivai rovinati dalle 'canne'

‘El Mundo’ rivela documenti organizzazioni giovanili contingue

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18 ore
fa da APCOM

Madrid, 11 nov. (Apcom) – L’Eta continua a colpire e l’ultimo attentato in Spagna è stato realizzato 10 giorni fa proprio nell’Università di Navarra a Pamplona, ma l’organizzazione giovanile ‘Segi’, considerata il ‘vivaio’ del gruppo terrorista indipendentista basco, continua a considerare scuole e università come luoghi strategici per captare giovani e iniziarli alla militanza attiva. E’ quanto risulta da documenti di ‘Segi’ sequestrati dalle forze di sicurezza spagnole e riportati dal quotidiano di destra ‘El Mundo’, in cui risulta anche che la campagna di reclutamento dell’Eta non funziona bene e che i suoi dirigenti si lamentano che molti luoghi di riunione della gioventù indipendentista radicale sono diventati "posti dove si fumano canne" e basta.

Un centro scolastico = un ‘talde’ (gruppo) di Segi", è l’equazione-obiettivo dell’organizzazione giovanile messa fuori legge in Spagna fin dal 2001 ma che continua a operare nella clandestinità. Per riuscirci, i capi hanno ideato anche un vero e proprio ‘questionario’ da distribuire fra i militanti di tutti i villaggi dei Paesi Baschi e ottimizzare "il potenziale militante" dell’organizzazione in scuole e "creare un movimento giovanile forte che provochi crepe alle strutture di oggi, in modo da cominciare a formare il modello di educazione rivoluzionaria di cui abbiamo bisogno per la sopravvivenza di questo popolo".

Fin qui, le ambizioni. Secondo gli "esperti" citati dal giornale di Madrid, in realtà questi piani avrebbero finora avuto scarsa efficacia, e rispetto a dieci anni fa le adesioni spontanee sarebbero molto diminuite. Documenti di Segi del 2006-2007 citati dal giornale di Madrid indichrebbero che la capacità di mobilitazione del gruppo sarebbe fra i 3000 e i 5000 giovani. In particolare, la situazione delle ‘vocazioni’ giovanili viene descritta come "disastrosa": "Siamo davvero perduti", afferma un dirigente di Segi in un documento sequestrato, "la gente vuole solo fare festa rinunciando così all’attivismo".

Così, soltanto in un quartiere di San Sebastian la situazione è descritta come mediamente "decente", mentre molti dei luoghi di riunione dei giovani radicali, che l’Eta vuole avviare alla ‘kale borroka’ (violenza e vandalismi di strada) si sono trasformati in "posti dove si fumano canne". Un paradosso, dato che in passato l’Eta durante un periodo aveva combattuto le droghe, fino al punto, nota ‘El Mundo’, di uccidere alcune persone vincolate col mondo del narcotraffico.

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