Notte di attentati

Due attentati hanno scosso il Paese basco spagnolo la scorsa notte, uno dei quali ha fatto dieci feriti. Entrambi gli attentati sono attribuiti all’organizzazione separatista Eta, che cercherebbe così un’ostentazione di forza mentre la giustizia la incalza.
Notte di attentati I due attentati sono stati fatti con auto imbottite d’esplosivo (si stima un centinaio di chilogrammi ciascuna) facendo notevoli danni materiali e, in uno dei casi – accusa il governo basco – gli attentatori hanno cercato anche di fare dei morti. La prima bomba è esplosa verso mezzanotte davanti alla sede della cassa di risparmio Caja Vital, a Vitoria. Non ci sono stati feriti. La polizia locale era stata avvertita verso le 23:15 dell’imminenza dell’esplosione da un’informatore anonimo qualificatosi come dell’Eta. Nessuno ha invece chiamato per avvertire della seconda bomba, esplosa verso le 4:30 davanti a un commissariato della polizia regionale a Ondarroa, porto di pesca non lontano da Bilbao. Questo attentato ha fatto dieci feriti leggeri, di cui sei sono poliziotti, secondo un portavoce del ministero dell’interno. Il portavoce ha sottolineato come questa volta gli attentatori abbiano usato un ‘modus operandì finora inedito, apparentemente per fare il numero massimo di vittime: "Hanno parcheggiato il veicolo lungo un muro accanto al commissariato, sono scesi dall’auto e hanno lanciato delle bottiglie incendiarie allo scopo di far uscire i poliziotti. Dopo hanno fatto esplodere la bomba", ha spiegato. Anche questo attentato, sebbene manchi la rivendicazione, è stato attribuito all’Eta. Il capo del governo spagnolo, il socialista Jose Luis Zapatero, ha condannato gli attentati affermando che "lo stato democratico non arretrerà di un millimetro" nella lotta contro l’Eta. Condanna anche dal leader dell’opposizione di destra Mariano Rajoy, che ha promesso "la sconfitta definitiva" a breve dell’organizzazione terroristica e dal segretario del Partito nazionalista basco (Pnv, al potere nella regione) Inigo Urkullu.
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