Spagna/ Governo basco: ricorso a Strasburgo su autodeterminazione

Madrid saluta bocciatura referendum da Corte costituzionale

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fa da APCOM

Madrid, 12 set. (Apcom) – Una decisione che il governo regionale basco "rispetta", ma senza rassegnarsi, e contro cui sarà presentato ricorso presso la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo. E’ stata questa la reazione del presidente del governo autonomo dei Paesi Baschi, il nazionalista di centro destra Juan José Ibarretxe (Pnv), alla sentenza con cui ieri il tribunale costituzionale spagnolo ha bocciato il suo piano per un referendum consultivo sull’autodeterminazione del popolo basco, da tenersi il prossimo 25 ottobre.

"Rispettiamo" la sentenza, ha detto il capo del governo basco (‘lehendakari’), "ma non ci rassegnamo". Ibarretxe ha anche definito però la decisione dei giudici un "oltraggio democratico", e un fatto "incompatibile con una società democratica". I giudici costituzionali spagnoli hanno ritenuto illegale la legge regionale con cui Ibarretxe ha convocato la consultazione, per violazione dell’art. 149, co.1, 32) della costituzione spagnola, che riserva allo Stato la competenza esclusiva per organizzare referendum.

Il capo del governo regionale ha reiterato un invito fatto già diversi giorni fa ai cittadini e ai partiti baschi di ricorrere a titolo personale alla Corte di Strasburgo, per violazione di un diritto fondamentale: egli stesso ha indicato che si unirà a titolo personale il 23 settembre alla denuncia del suo partito. I ricorsi alla Corte di Strasburgo devono essere presentati da cittadini o associazioni e non da istituzioni pubbliche, dato che i giudici decidono sulla violazione o meno di diritti individuali.

Il governo centrale socialista di Zapatero e l’opposizione di centro-destra del Partido popular (Pp) si sono entrambi felicitati per la decisione del Tribunale costituzionale spagnolo: oggi la vicepremier Maria Teresa Fernandez de la Vega ha detto che il governo "è sempre stato convonto del fatto che l’avventura del signor Ibarretxe non avrebbe avuto seguito", e ha definito il referendum "fuori dalla costituzione e dalle regole del gioco".

Per il momento il governo nazionalista di Ibarretxe non ha indicato esplicitamente di voler rompere ‘de facto’ le regole costituzionali, ad esempio andando avanti con il referendum a prescindere dalla sentenza di ieri. Ma il consigliere regionale basco alla Giustizia Joseba Azkarraga ha affermato che "il processo non finisce con la decisione del Tribunale costituzionale né con quella della Corte dei diritti umani di Strasburgo". Secondo Azkarraga, si tratta di "un problema politico che va deciso politicamente" e il rischio sarebbe che "il futuro politico resti di nuovo in mano a Zapatero e all’Eta".

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