SPAGNA/ GOVERNO BLOCCA REFERENDUM BASCO AUTODETERMINAZIONE

Presidente regione Iberretxe minaccia "risposta ferma e adeguata"

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fa da APCOM

Madrid, 15 lug. (Apcom) – La sfida del governo regionale basco contro quello centrale di Madrid è entrata oggi nel vivo: il bollettino ufficiale dei Paesi baschi ha pubblicato la legge regionale con cui il presidente della regione Juan José Ibarretxe intende organizzare un referendum consultivo sull’autodeterminazione del popolo basco. Come già annunciato nei mesi scorsi, subito da Madrid è arrivato il ricorso costituzionale che ha un’efficacia sospensiva di cinque mesi, e che dovrebbe quindi impedire la prima fase della consultazione, che Ibarretxe vorrebbe tenere il prossimo 25 ottobre: il governo di José Luis Zapatero ritiene il referendum in contrasto con la costituzione spagnola che non prevede questo tipo di consultazione regionale.

La vicepremier Maria Teresa Fernandez de la Vega ha assicurato che i cittadini "possono stare tranquilli" perché l’esecutivo impedirà che si tenga un "referendum illegale" nei Paesi baschi. Il governo aveva già annunciato il ricorso e preparato tutti gli atti, ma attendeva la pubblicazione della legge regionale. Così pure il Partido popular (Pp) ha presentato a sua volta un ricorso per "la difesa della sovranità del popolo spagnolo" e per "preservare l’unità e l’integrità del territorio della nazione spagnola".

Ibarretxe però ha interesse a tendere la corda il più possibile: il suo partito, il ‘Partido nacionalista vasco’ (Pnv, nazionalisti di centro-destra) deve cercare di riguadagnare i consensi persi nelle ultime elezioni politiche di marzo a favore dei socialisti, in vista delle prossime elezioni regionali che si terranno al più tardi nella primavera del 2009. Così il ‘lehendakari’ (presidente regionale), in un duro intervento ha annunciato che intraprenderà tutte le iniziative "legali, sociali e politiche" in caso di blocco della consultazione.

"La sospensione costituisce un attacco diretto alla nostra autonomia ed è la sospensione di fatto del nostro autogoverno", denunciando una "immensa frode democratica". Ibarretxe ha detto che intende chiedere al Tribunale costituzionale di pronunciarsi prima del 15 settembre (data limite per consentire l’organizzazione del referendum), e ha minacciato in caso contrario una risposta "adeguata, serena e ferma di fronte a uno sproposito democratico".

Secondo quanto riporta il giornale ‘El Pais’, Ibarretxe avrebbe in programma un voto del parlamento regionale basco di ‘rifiuto ‘del ricorso costituzionale, ma per ottenerlo avrebbe bisogno dell’appoggio del Partido comunista de las tierras vascas (Pctv), una formazione indipendentista nel mirino della magistratura per la sua contiguità politica al gruppo terrorista Eta. Il Pctv era già stato indispensabile per Ibarretxe per approvare la legge regionale oggi impugnata da Madrid. Il testo della legge prevede la celebrazione di un referendum consultivo a ottobre, sulla "fine nel dialogo" del terrorismo e su un dialogo fra tutti i partiti "senza esclusioni" sul diritto all’autodeterminazione, che porterebbe attraverso diversi passaggi a un referendum vero e proprio (con valore giuridico) nel 2010.

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