SPAGNA/ IBARRETXE PRESENTA REFERENDUM AUTODETERMINAZIONE BASCHI

 

Ma governo centrale Madrid annuncia ricorso incostituzionalità

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fa da APCOM

Madrid, 28 mag. (Apcom) – La "fine negoziata della violenza" nei Paesi Baschi, e il "diritto di decidere" del popolo basco sul suo futuro: sono questi gli obiettivi del referendum consultivo che il governo regionale basco intende convocare il prossimo 25 ottobre, e di cui ha reso noti oggi i due quesiti contenuti in un progetto di legge. La consultazione popolare è respinta dal governo centrale di Madrid come incostituzionale, e il ministro della Pubblica amministrazione Elena Salgado ha già indicato che l’esecutivo spagnolo impugnerà la legge se questa sarà approvata dal parlamento regionale basco il prossimo 27 giugno.

Diversi media spagnoli hanno sottolineato che le domande del referendum, illustrate oggi dal presidente regionale Juan José Ibarretxe (del moderato Partido nacionalista vasco, Pnv) non prevedono una condanna esplicita della violenza dell’Eta: un fatto che si spiega con la necessità di ottenere l’appoggio nella camera basca del Partido comunista de las tierras vascas (Pctv), una formazione politica indipendentista a cui è stato impedito di partecipare alle ultime elezioni per la sua presunta contiguità con il gruppo terroristico, ma che mantiene nove consiglieri regionali.

"E’ d’accordo col sostenere un processo per la fine negoziata della violenza, se l’Eta manifesta previamente e in modo inequivoco la sua volontà di mettervi fine per sempre?", recita la prima domanda del referendum. La seconda chiede invece se si è favorevoli a "che i partiti baschi, nessuno escluso, comincino un processo di negoziato per raggiungere un accordo democratico sul diritto a decidere del popolo basco, e che questo accordo sia sottomesso a un referendum prima della fine del 2010". Questa seconda consultazione, nelle intenzioni di Ibarretxe, dovrebbe invece avere valore giuridico. "Dobbiamo poter decidere di vivere insieme: se non c’è libertà di decidere, la convivenza non è libera, è imposta", ha insistito il leader basco, che rinfaccia al governo di José Luis Zapatero il suo costante rifiuto di acettare il referendum.

La ministra Salgado oggi ha dichiarato la "totale opposizione" del governo centrale a "progetti unilaterali che non solo non hanno il consenso necessario fra le diverse forze politiche, ma che dividono la società basca e si collocano fuori della costituzione". Il capogruppo socialista al ‘Congreso’ (camera) di Madrid, José Antonio Alonso, da parte sua ha definito il progetto di Ibarretxe "assolutamente incostituzionale", ed ha annunciato un ricorso davanti al Tribunale costituzionale "con effetto sospensivo immediato" della legge regionale.

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